Superbonus 110%, cautela dalla filiera edile veronese

La filiera edile scaligera sospende la valutazione sul superbonus al 110%, in attesa dei provvedimenti attuativi. Intanto però i Presidenti degli Ordini, compatti nel voler tutelare i cittadini, avvertono: «Costi gonfiati, progettazioni carenti, scarso coordinamento e lavori non a regola d’arte possono far perdere il diritto alle detrazioni, o all’obbligo di restituirle con gli interessi».

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La filiera dell’edilizia della Provincia di Verona attende i provvedimenti attuativi e la conversione in legge prima di dare una valutazione completa del Decreto Rilancio, che introduce il superbonus del 110% per gli interventi di efficientamento energetico e di adeguamento sismico.

Una misura che potenzialmente potrebbe valere fino a 6 miliardi di lavori, con un effetto totale sull’economia di 21 miliardi e 100mila posti di lavoro.

È infatti noto che il nostro patrimonio immobiliare è vecchio, energivoro, a rischio sismico e per lo più costruito per circa 70% nei primi anni ’70, quando non esistevano normative sulla sismica e sull’efficienza energetica.

Amedeo Margotto
Amedeo Margotto, presidente dell’Ordine Architetti di Verona

Ci sono ancora aspetti da chiarire, come conferma Amedeo Margotto, Presidente dell’Ordine Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Verona: «A oggi il quadro normativo di riferimento relativo al superbonus del 110% per l’efficientamento energetico e il miglioramento sismico, non risulta completo e pertanto non consente giudizi definitivi nel bene e nel male. L’opportunità va sfruttata appieno, l’auspicata “corsa” all’applicazione del superbonus non deve però prevaricare in alcun modo la professionalità; i lavori assoggettabili a superbonus possono apparire semplici, ma in realtà impongono approcci sinergici connotati di professionalità e capacità organizzativa non sottovalutabili. Andranno seriamente valutate le responsabilità che verranno messe in capo alle imprese e ai professionisti. Invito questi ultimi a verificare l’effettiva copertura della propria polizza di responsabilità civile professionale, che potrebbe risultare inadeguata» .

Non si è quindi ancora in grado di giudicare se gli obiettivi dichiarati potranno essere concretamente raggiunti, ma certamente il superbonus potrebbe consentire di alzare l’asticella della qualità edilizia puntando anche al benessere indoor e al comfort di chi negli edifici vive, lavora, studia, si cura.

Elementi che diventano ancora più decisivi considerando proprio il superbonus, che se da un lato può stimolare l’avvio di numerosi interventi, dall’altro porta con sé il pericolo di non raggiungere gli standard prefissati.

La qualità infatti, spesso si scontra con le scelte legate solo ed esclusivamente al prezzo, pericolo che potrebbe ora essere disinnescato dalla convenienza economica.

È doveroso porre l’accento sulla necessità che i costi siano coerenti e che gli interventi garantiscano il miglioramento energetico o sismico; in mancanza il privato perderebbe il diritto alle detrazioni oppure, in caso di verifica successiva, dovrebbe restituirle con sanzioni e interessi.

Ed i profili di responsabilità abbracciano anche i professionisti oppure le imprese e, in alcuni casi, entrambi.

Andrea Falsirollo ordine degli ingegneri
Il presidente dell’Ordine degli Ingegneri Andrea Falsirollo.

Per Andrea Falsirollo, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona, «Il rischio a cui ci si espone è che a distanza di anni non venga riconosciuto il bonus e che si aprano contenziosi con ditte e professionisti. Per evitare tutto questo è bene operare con metodo ed organizzarsi ad incaricare un ingegnere che sappia verificare gli aspetti richiesti dal bonus, coordinare le ditte e verificare che vengano rispettati i requisiti di legge per ottenerne il vantaggio fiscale. Il superbonus è articolato e richiede l’assistenza per la verifica dei requisiti da parte di un professionista senza il quale la conseguenza è la perdita del superbonus. Ovviamente ci si deve avvalere di un professionista all’inizio dei lavori per essere sicuri di indirizzare correttamente le scelte per rientrare nel bonus, durante e alla fine dei lavori per essere sicuri di aver rispettato i requisiti».

Altro aspetto da non sottovalutare è l’importanza di una visione complessiva dell’intervento, con tutte le implicazioni che comporta, in mancanza della quale si rischia seriamente di non raggiungere i miglioramenti previsti.

Si pensi ad esempio ai numerosi casi di realizzazione del cappotto termico e sostituzione dei vecchi serramenti, senza inserimento di un adeguato sistema di ricambio dell’aria, che ha comportato spesso la comparsa poco tempo dopo di umidità, condense e muffa sulle pareti interne.

Carlo Trestini
Carlo Trestini

Il Presidente di Ance Verona, Carlo Trestini, sottolinea quanto sia fondamentale rivolgersi a soggetti con elevate competenze e di comprovata esperienza, che collaborino e si coordinino in modo efficace. «Se i lavori non sono effettuati a regola d’arte – avverte Trestini – è probabile che nel breve o medio periodo siano richiesti costose opere riparatorie, per le quali naturalmente non operano le agevolazioni. Oltre a questo, si potrebbero non ottenere gli obiettivi prefissati, rendendo di fatto inutile l’intervento. È importante scegliere adeguatamente a chi affidare la progettazione e la realizzazione dei lavori, le tecnologie hanno fatto passi da gigante consentendo di raggiungere livelli impensabili fino a pochi anni fa, ma bisogna conoscerle e saperle applicare correttamente».

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Fiorenzo Furlani, presidente del Collegio dei Geometri di Verona

In altre parole, la formazione della filiera per l’aggiornamento delle competenze è un requisito imprescindibile, rimarcato da Fiorenzo Furlani, Presidente del Collegio dei Geometri di Verona: «Come professionisti dobbiamo dare al fruitore finale, il privato cittadino, un prodotto di qualità e durabile nel tempo. Serve un aggiornamento professionale continuo, dato che l’evoluzione tecnologica dei materiali e dei sistemi è estremamente veloce ed è necessario informarsi e formarsi costantemente. Un aggiornamento sia tecnico che normativo, ma sul punto le leggi spesso sono poco chiare e di non semplice interpretazione. Ne è un esempio classico proprio il Decreto Rilancio, al quale mancano provvedimenti attuativi e interpretativi, con il risultato che non si riesce a dare risposte certe e soluzioni ottimali alle richieste dei committenti. La ricerca della qualità deve passare anche da un modo diverso di pensare e scrivere le leggi che noi dobbiamo applicare».

La cessione del credito è, più di tutti, lo strumento che potrebbe stimolare in modo deciso la riqualificazione di cui necessita la maggior parte del patrimonio edilizio del nostro Paese.

Uno strumento che sarebbe tuttavia da migliorare nelle concrete modalità applicative, a giudizio di Bruno Marchetti, Presidente dell’Ordine dei Periti Industriali di Verona: “In questo momento economico può giovare la cessione del credito a condizioni semplificate e senza ostruzioni e costi eccessivi da parte delle banche. Il Governo avrebbe potuto agevolare la cessione diretta consentendo all’impresa cessionaria di recuperare sin da subito la somma scontata al cliente, e senza il limite di cinque anni, risparmiando tanta burocrazia e aggravio del servizio bancario. Così come è impostata ora invece, ovvero utilizzando i crediti d’imposta in rivalsa sull’iva e le tasse direttamente con il modello f24 in cinque rate annuali, l’impresa deve rinunciare alla liquidità necessaria per far fronte agli stipendi dei dipendenti, ai pagamenti dei fornitori e dei subappaltatori, e così via. Forse le cose semplici sono difficili a farsi…”.

La trasmissione “Verona Live” dell’1 luglio 2020