Settimana Veronese della Finanza, Baretta: «Crisi dei consumi drammatica»

Alla quindicesima Settimana Veronese della Finanza è intervenuto Pier Paolo Baretta, sottosegretario Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Sulla misura del Decreto Ristori, fortemente voluta dal Governo e che introduce nuovi aiuti e sostegno agli esercenti, Pier Paolo Baretta, sottosegretario Ministero dell’Economia e delle Finanze, dichiara: «È una misura che pensiamo da un lato di rafforzare, e dall’altro di reiterare nelle prossime settimane. Purtroppo stiamo assistendo ad un’evoluzione del virus, che potrebbe comportare che più regioni si muovano dalle posizione in cui oggi si trovano e peggiorino – anche se ci auguriamo il contrario. I decreti economici seguono questo andamento e vengono adeguati di giorno in giorno».

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Europa e Decreto Ristori

Il sottosegretario spiega così il “criterio prevalente” alla base del Decreto Ristori: «Fino al decreto Ristori 1, il criterio era quello del danno indipendentemente dalla collocazione del danneggiato. Una volta che si è deciso questo criterio delle fasce di colori, è evidente che il criterio prevalente cambia: dobbiamo sicuramente partire privilegiando i ristori a coloro che si trovano nelle zone più difficili, per le quali sono state imposte chiusure non volute ma necessarie, fino ad arrivare verso le zone meno colpite».

Sul ruolo dell’Europa nel garantire fondi agli Stati colpiti e i tempi d’attesa per tali rinforzi, il sottosegretario Baretta dichiara: «C’è stato un negoziato molto duro e complesso negli scorsi mesi e a mio avviso l’Italia lo ha condotto bene perché i risultati ci sono stati: abbiamo ottenuto risultati anche migliori di altri Paesi».

«L’Europa è a un bivio: chiaro che con il Coronavirus ha dimostrato tutta la sua fragilità – al mondo intero peraltro – ma a questo punto si è assunta una sfida importante, perché l’erogazione di 600 e più miliardi per far fronte immediatamente alle condizioni di difficoltà, sono l’idea che comunque quella prospettiva di stato sociale è ancora parte della cultura e della dimensione europea. Penso che si debba rafforzare molto la linea europeista, che sta dando dei risultati: in questo senso il nostro Paese ha un compito molto importante, perché essendo un Paese centrale e tra i fondatori, deve giocare tutta la sua partita in positivo».

Covid-19 e seconda ondata

Sulle previsioni di questa seconda ondata di Covid-19, Baretta prosegue: «Più che prevederla, non l’avevamo esclusa ma speravamo di poterla evitare. Sicuramente le aperture dopo il primo lockdown hanno comportato un rilassamento complessivo di tutti, è comprensibile la voglia di uscire e l’estate. In qualche modo abbiamo pagato questo prezzo».

«Oggi credo che siamo molto avveduti e tutti conosciamo il rischio della ricaduta, per raccomandarci reciprocamente di stare molto attenti. Adesso ci sarà il delicato momento del Natale, nel quale da un lato bisogna favorire al massimo gli affetti e i consumi e dall’altro però non bisogna abbandonare la prudenza, perché poi ci attende anche un 2021 molto complicato. Finché non avremo un vaccino sicuro e diffuso, non potremo stare tranquilli», precisa il sottosegretario.

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Secondo le analisi Banca Italia, l’insieme delle politiche economiche del Governo italiano per far fronte all’emergenza Covid hanno evitato 600 mila licenziamenti. Su questi dati e sulla possibilità che questo strumento possa sostenere ancora l’economia Baretta commenta: «È una stima credibile, se non addirittura prudenziale. Il blocco dei licenziamenti – condizione non facile per le imprese – ha sicuramente evitato il tracollo in molte situazioni economiche e in molti territori. Penso che questa misura non sia uno strumento eterno e che bisogna cominciare a intravedere il punto limite, fissato con i sindacati, che è la fine di marzo – nella speranza che nel frattempo qualcosa si muova».

«Questi mesi abbiamo avuto una situazione molto diversificata: il manifatturiero per fortuna si è mosso e ci ha dato soddisfazioni, mentre il turismo, ovviamente, è ancora molto in difficoltà. Però sicuramente la prospettiva del 2021 deve vedere da un lato un’ulteriore protezione e dall’altro capire che lo strumento ha bisogno di essere progressivamente allentato. Ecco perché è ragionevole e urgente aprire un confronto sugli ammortizzatori sociali e sulle politiche attive del lavoro».

La condizione del Veneto come “zona gialla”

Sulla condizione del Veneto come “zona gialla”, il sottosegretario spiega: «Il Veneto è in una condizione particolare: da un lato è una condizione fortunata perché, essendo in zona gialla, gode del vantaggio di non avere il peso – pur essendo una situazione molto pesante – della situazione. Dall’altro c’è una spinta affinché vengano riconosciuto lo stesso dei sussidi, in parte superando quei criteri di prevalenza di cui abbiamo parlato prima, da qui questa idea originale del “giallo plus” che il presidente Zaia ha adottato. Bisogna trovare il punto di equilibrio tra queste due esigenze, perché per fortuna siamo in una zona gialla ed è meglio restare lì, peraltro capiamo che la situazione ha bisogno di essere sostenuta».

«In questo caso io non sono né per l’autonomia né per il centralismo assoluto, sono per una forte integrazione. I poteri ci sono, sono poteri della repubblica, adesso si potrà discutere a lungo se e come va bene modificarli, ma in questo momento il vero tema è trovare dei punti d’intesa. Il punto fondamentale è che ci sia una grande capacità reciproca di sintesi, qui va chiesto alle regioni di rendersi conto che ci vuole anche un quadro coordinato a livello nazionale».

«Penso che le prossime settimane in questo senso saranno importanti, perché mano a mano che si evolve la collocazione delle regioni nelle varie fasce, dovremo poi discutere con i governatori quali sono le scelte da compiere».

L’andamento economico del 2021

Sull’andamento del 2021 da un punto di vista economico, il sottosegretario Baretta commenta: «Sicuramente dipende dall’andamento del virus e questo oggi non è prevedibile, certamente non è prevedibile da chi si occupa – come il sottoscritto – della parte economica».

«Quello che posso mettere in evidenza, è che noi abbiamo due criteri da tenere ben presenti nel prossimo futuro a cominciare dal 2021: il primo è una contraddizione o un paradosso, non si è mai visto negli ultimi cent’anni una crisi così pesante e al tempo stesso non si sono mai avute tante risorse e liquidità come adesso. Gli italiani stanno risparmiando molto, c’è una crisi dei consumi drammatica da un lato e dall’altro c’è un risparmio di decine di miliardi. Dall’altro lato c’è il Recovery, una liquidità importante».

«Secondo problema: le conseguenze socio-economiche del virus dureranno di più della pandemia. Ci auguriamo che il 2021 sia un anno di svolta definitiva per il controllo sanitario, ma le conseguenze in termini di ristrutturazione economica di nuove disuguaglianze e di cambiamento anche della struttura sociale, dureranno nel tempo e ci vorrà qualche anno per recuperarle».

«Per questo è importante utilizzare da subito bene tutta la massa di risorse che abbiamo a disposizione in una congiuntura storica assolutamente originale: è chiaro che avendo in piena crisi tanta disponibilità, c’è il rischio di non gestirla bene, perché l’attenzione all’assistenza è importante ma non può esaurire invece quella che è la spinta agli investimenti», conclude Pier Paolo Baretta, sottosegretario Ministero dell’Economia e delle Finanze.