Una storia che inizia lontano, quella della Casa Vinicola Sartori, e che ci porta indietro al lontano 1898. Oggi, dopo più di 120 e quattro generazioni, Sartori è un’azienda di successo dalla vocazione prevalentemente internazionale che fattura circa 52 milioni di euro all’anno con 18 milioni di bottiglie

Dopo un 2019 positivo, segnato da una crescita sia sul mercato italiano che su quello delle esportazioni, il 2020 si è aperto, per l’azienda, con grandi novità. 

«Quest’anno – racconta Andrea Sartori, presidente della casa vinicola – abbiamo cambiato, dopo più di cinquant’anni, un importatore storico che avevamo negli Stati Uniti che ha cessato l’attività e ci siamo uniti con un nuovo importatore. Una grande sfida che l’azienda ha colto con entusiasmo: significa rivedere e ripensare tutta la nostra strategia sul mercato americano, una novità che considero opportunità». 

Un 2020 segnato ora da un presente non facile che sta incedendo profondamente anche sul mondo vitivinicolo della nostra penisola. «Nelle ultime settimane è cambiato il mondo, basti pensare che, ad eccezione di Vinitaly, che al momento è stata spostata ma confermata, tutte le altre fiere in giro per il mondo sono state soppresse; alcune riprogrammate per il 2021, altre, soprattutto in Asia, ancora in attesa di nuove date. A grandi linee – racconta Andrea Sartori, presidente della casa vinicola omonima – nel 2020 l’apporto del contatto con il cliente per mezzo delle attività fieristiche verrà sostanzialmente a mancare. Fare ad oggi previsioni è impossibile, ma cercheremo di andare avanti per la nostra strada pensando a strategie diverse per affrontare i mercati dell’esportazione, cercando di restare positivi. Non appena sarà possibile tornare a viaggiare dovremmo supportare ancora di più la nostra distribuzione». 

Dal 2015 Andrea Sartori è anche alla presidenza di Italia del Vino, un consorzio formato da 21 aziende sparse su tutto il territorio italiano che nel 2009 hanno deciso di mettersi insieme per fare promozione e comunicazione sui vini italiani nel mondo. 

«Italia del Vino è una grandissima opportunità e una dimostrazione che anche gli italiani possono fare sinergia: un consorzio di 21 aziende che copre quasi tutto il territorio italiano e che accoglie sia aziende di grandi dimensioni ma anche quelle medie e piccole. Con questo aggregato affrontiamo i mercati esteri, soprattutto quelli asiatici e del Nord America, e insieme facciamo comunicazione promozione, partecipando in maniera aggregata alle fiere in giro per il mondo». 

Oggi Italia del Vino, in termini di consorzio volontario e privato, è l’aggregazione più importante sul territorio nazionale: rappresenta circa un miliardo e mezzo di fatturato, il 9-10% delle quote export dell’Italia con un aggregato formidabile.