Rinvio Vinitaly, le reazioni di Confagricoltura e Cia Verona

Vinitaly rimandato al 2021. Confagricoltura Verona chiede sostegno alle aziende vitivinicole, Cia agricoltori italiani Verona propone un evento ridotto in autunno.

vinitaly confagricoltura

Dopo l’iniziale scelta di rinviare l’edizione 2020 del Vinitaly a giugno, Veronafiere ha fatto sapere ieri che il celebre salone del vino tornerà ad aprile 2021. Troppo instabile la situazione in questi mesi a causa dell’emergenza coronavirus.

Confagricoltura Verona e Cia agricoltori italiani Verona concordano con questa decisione, ma chiedono attenzione per le imprese vitivinicole in difficoltà.

Confagricoltura Verona

«La decisione di Veronafiere toglie ogni dubbio, evitando di lasciare in suspense le aziende vitivinicole. Adesso però bisogna che il ministero intervenga per aiutare Fieragricola ad affrontare il 2020 e soprattutto per sostenerla nella programmazione di un’edizione del 2021 che sia unica e memorabile». È il commento di Christian Marchesini, presidente dei viticoltori di Confagricoltura Verona e Veneto, sul rinvio del Vinitaly al 2021.

«Confagricoltura seguirà con grande attenzione la situazione vitivinicola – sottolinea -, dato che ci saranno probabili ripercussioni sul mercato e che ci attendiamo, in seguito a tutte le ripercussioni dovute all’emergenza coronavirus, un’annata con particolari giacenze. Auspichiamo che venga data ai viticoltori la possibilità di distillare il prodotto, soprattutto per quanto riguarda i vini giovani che non sarà più possibile collocare sul mercato, oppure di avere un sostegno nello stoccaggio, in modo da dare aiuto alle aziende in questo momento difficile».

Aggiunge Piergiovanni Ferrarese, presidente dei giovani di Confagricoltura Verona: «La scelta di Veronafiere conferma la serietà del più importante ente fieristico d’Italia e la volontà di sostenere i viticoltori al meglio in questo momento critico. Come giovani ci mettiamo a disposizione per collaborare ed essere al fianco di Veronafiere nel programmare la prossima edizione, che dovrà essere il palcoscenico migliore nella promozione e valorizzazione dei nostri grandi vini italiani».

Cia agricoltori italiani Verona

«La decisione di Veronafiere era inevitabile, perché l’emergenza coronavirus è esplosa in tutto il mondo e prima bisogna uscirne, poi si riparte. Tuttavia Vinitaly è importantissima per Verona. Quindi sarà fondamentale non lasciare sola la città e prima possibile occorrerà dare un segnale all’universo del vino italiano e mondiale per ricordare che la capitale vitivinicola è in riva all’Adige».

Così commenta Mirko Sella, vicepresidente di Cia agricoltori Italiani Verona, che aggiunge: «Verona non può permettersi di passare un anno sabbatico fino al 2021. È giusto fermarsi ora, ma poi, già quest’anno, bisogna lavorare seriamente per dare delle risposte che il mondo del vino attende. Va bene la promozione all’estero annunciata da Veronafiere, ma non basta: si dovrebbe pensare a un evento in autunno, anche in versione ridotta, per dare un segnale al mondo enologico italiano e consentire di organizzare la commercializzazione delle nostre etichette per Natale e per l’anno prossimo».

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