Rilancio dell’edilizia, ingegneri e politica a confronto

Al centro del dibattito, ancora una volta, si è posta l'urgenza di digitalizzare l'archivio delle pratiche edilizie nel Comune di Verona, che al momento costringe ad attese di anche 5 o 6 mesi per un semplice accesso agli atti necessario all'avvio delle procedure per il Superbonus.

ordine ingegneri

I professionisti chiamano e la politica risponde per affrontare, in sinergia, una serie di questioni da mettere a punto nell’ottica di rilanciare al meglio l’edilizia e, con essa, l’intera economia. Martedì pomeriggio l’Ordine degli Ingegneri di Verona ha aperto le porte a esponenti della politica locale e regionale, per avviare un confronto su tematiche quali il Superbonus, il disegno di legge Veneto Cantiere Veloce, la nuova legge che amplia le zone venete, e veronesi, al rischio sismico, e infine l’economia circolare e la sostenibilità ambientale.

Con l’occasione è stato annunciato che il nuovo Prezzario Regionale dei Lavori Pubblici, indispensabile per dichiarare la conformità degli interventi fatti utilizzando il superbonus, sarà aggiornato entro settembre di quest’anno.

«In un contesto tanto delicato e complesso la politica si sta dimostrando ricettiva e attenta -, commenta il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona, Andrea Falsirollo. – Il confronto è sempre utile e confido che sarà continuo e costante. Nelle ultime settimane abbiamo molto insistito sulla necessità di intervenire subito per risolvere le lungaggini relative alle richieste di accessi agli atti e un primo passo avanti è già stato fatto con interesse e partecipazione. Resta però l’obiettivo di assistere all’intera digitalizzazione dell’archivio, strumento indispensabile al lavoro degli ingegneri, e confidiamo anche che si quanto prima sbloccato
il bando di concorso per l’assunzione di 50 nuovi tecnici, sospeso dopo il DPCM del 3 novembre, ma di fatto attuabile a distanza come consentito dalla normativa stessa».

Al centro del dibattito, ancora una volta, si è posta l’urgenza di digitalizzare l’archivio delle pratiche edilizie nel Comune di Verona, che al momento costringe ad attese di anche 5 o 6 mesi per un semplice accesso agli atti necessario all’avvio delle procedure per il Superbonus.

«Nel prossimo bilancio verrà messa a disposizione una prima cifra di 200 mila euro per la digitalizzazione delle pratiche, che al momento sono digitali solo nell’8 o massimo 10% dei casi -, annuncia l’assessore al bilancio di Palazzo Barbieri, Francesca Toffali. – Ora urge mettere a punto delle progettualità che possano essere finanziate dal Recovery Fund con le risorse assegnate entro il 2021 e spendili entro il 2023, ottenendo così quei 3milioni di euro che si stimano necessari per la completa digitalizzazione dell’archivio».

«Il progetto sarà complessivo di tutto l’archivio per poter usare i fondi del Recovery -, evidenzia l’assessore all’edilizia privata, Andrea Bassi. – Nel frattempo, con la prima cifra che ci è stata messa a disposizione dopo la richiesta di fondi, potremo generare copie conformi delle richieste delle pratiche». Come suggerito da Falisorollo, si procederà coniugando la necessità di digitalizzare l’archivio con quella di fornire risposte immediate agli accessi agli atti.

Un altro grande nodo sarà quello delle sanatorie. «Serve una legge regionale di attuazione del principio già contenuto a livello nazionale per risolvere il problema della doppia conformità con uno strumento che chiarisca lo stato legittimo degli immobili», fa notare Bassi, facendo inoltre sapere che il numero di concorsi banditi dal Comune per le assunzioni a tempo indeterminato è al momento saturo, il settore edilizia ha partecipato a un bando nazionale per assumere tecnici a tempo determinato, per un anno, e ha chiesto di pure di poter fare contratti di formazione lavoro per ovviare alla problematica.

Non solo superbonus ma anche sisma bonus. Durante l’incontro di martedì si è parlato anche della recente modifica della zonazione sismica in Veneto che, solo a Verona, amplia da 16mila a 600mila il numero di abitanti che possono accedere alle agevolazioni fiscali per interventi di miglioria sismica.

«Abbiamo assunto circa 15 risorse in più da destinare ai geni civili di tutta la fascia montana e pedemontana della regione – fa sapere la vicepresidente della Regione, nonché assessore all’edilizia residenziale pubblica, Elisa De Berti. – In questo modo vi sarà un maggiore supporto ai Comuni e ai cittadini».

Tra le proposte di legge proposte di recente a Palazzo Balbi sempre nell’ottica del rilancio dell’edilizia, spicca quella del consigliere regionale Stefano Valdegamberi: «Il disegno di legge Veneto Cantiere Veloce è già in fase di discussione nell’apposita commissione e confidiamo che possa venire approvato entro aprile. La pandemia sta rendendo più difficoltosi i rapporti con gli uffici pubblici ed è importante accelerare la burocrazia per ottenere titoli autorizzativi edilizi, semplificando alcuni iter e togliendo alcuni paletti relativi a minime varianti, a favore di un sistema più flessibile e veloce».

Ulteriore novità, nell’ottica della tutela ambientale, è poi la proposta di legge della giunta regionale per vietare l’installazione di pannelli fotovoltaici su terreni agricoli. «Sarebbe in contrasto con la legge veneta contro il consumo di suolo -, sottolinea Andreoli. – Con il recovery molti soldi andranno sulla transizione verde ma in Italia c’è poco terreno libero e l’ipotesi di distese di pannelli contro terra non è sostenibile». Andreoli è intervenuto poi sull’importanza degli ingegneri nel trovare soluzioni all’energia circolare, in particolare nella gestione dei rifiuti. «L’impianto di Ca’ del Bue non funziona da decenni – ricorda. – I rifiuti cambiano, le regole pure e bisogna pensare a impianti di smaltimento duttili. L’idea di spacchettare in due il bacino di raccolta di Verona nord è inaccettabile, anzi bisognerebbe unire in un unico bacino anche quelli della città e di Verona Sud. Sarà uno dei primi punti che affronteremo con il nuovo dirigente dell’area ambiente in Regione».