Recovery Fund ed edilizia, Trestini: «Contributo enorme»

Ance Verona ha le idee chiare sulle priorità di utilizzo del fondo. Il presidente Trestini: «Le priorità sono la rigenerazione urbana, il taglio della burocrazia e la proroga della scadenza del Superbonus».

Carlo Trestini - Presidente Ance Verona

«Il contributo che il Recovery Fund può portare al settore dell’edilizia e all’economia in generale è enorme» così esordisce il Presidente di Ance Verona, Carlo Trestini, che ha commentato l’arrivo dei fondi dall’Europa. Il Fondo nel complesso ammonta a 750 miliardi di euro, all’Italia ne sono destinati 209 di cui 80 in contributi e il resto in prestiti a basso tasso, da investire nei prossimi anni e rimborsare tra il 2026 e il 2058. I fondi arriveranno nel 2021, ma potranno essere utilizzati anche per coprire spese affrontate nel 2020.

Ance Verona ha le idee chiare sulle priorità di utilizzo, ma prima di tutto, evidenzia Trestini «è urgente una vera politica di rilancio, che superi le logiche dell’emergenza alle quali siamo abituati. Occorre rimettere in moto il Paese, investendo per la creazione di posti di lavoro, anche con progetti formativi che rispondano concretamente ed efficacemente alle esigenze del settore produttivo e del mercato».

L’edilizia può essere uno dei principali motori della ripresa, partendo da una proroga del Superbonus 110% come elemento centrale: «Gli effetti estremamente positivi che ci aspettiamo dal Superbonus sono limitati dai tempi stretti – sottolinea Trestini. – La scadenza del 31 dicembre 2021 è troppo ravvicinata, per cui è fondamentale utilizzare una parte dei fondi per prorogare il termine di almeno due o tre anni. La vera conquista sarebbe assicurare a questo strumento una durata di medio lungo periodo».

Soffermandosi solamente sulla tematica della sismica, per dare un’idea delle dimensioni potenziali del mercato, nella nostra Provincia gli edifici in zone di rischio maggiore sono oltre 150 mila, quasi tutti potenziali destinatari di incentivi. Tale stock potrebbe attivare un mercato potenziale di oltre 15 miliardi di euro.

«Stiamo parlando solo di miglioramento sismico e limitatamente alle zone più critiche della Provincia di Verona – prosegue il Presidente – possiamo quindi immaginare l’impatto che potrebbe avere sull’intero territorio nazionale e sull’economia del nostro Paese». Per Trestini «non è più rinviabile un programma di interventi di ampio respiro concordato e condiviso tra la politica e l’economia, che punti alla rigenerazione urbana, l’adeguamento sismico e l’efficientamento energetico dell’intero patrimonio edilizio italiano, anche per rispondere alle nuove esigenze del mercato e delle famiglie che sono emerse con il recente lockdown, che ha messo in luce la vetustà degli immobili, l’inadeguatezza del comfort interno, la mancanza di spazi adeguati, la carenza di connettività».

Rigenerazione urbana che deve passare dalla semplificazione e dallo snellimento delle procedure, agevolando gli interventi anche nei centri storici per eliminare edifici senza alcun valore che deturpano l’estetica delle nostre città, incidendo negativamente sul valore e l’attrattività di interi quartieri. Senza dimenticare lo stato in cui si trovano le infrastrutture in Italia e la tematica dei rischi naturali, idrogeologico e sismico. «È imprescindibile introdurre dei meccanismi strutturali di accelerazione della spesa, rafforzare la capacità amministrativa e tagliare i tempi morti della burocrazia, che come Ance chiediamo da anni» conclude il Presidente Trestini.