Protocollo per la sicurezza nei cantieri, la denuncia dei professionisti veronesi

Il nuovo protocollo del Ministero delle Infrastrutture sulla sicurezza nei cantieri, rischia di creare confusione, disorganizzazione e aumento dei costi per l'edilizia. A denunciarlo tutti i Collegi e gli Ordini delle professioni tecniche veronesi che, su impulso del Collegio Geometri di Verona, hanno inviato un comunicato condiviso.

Geometri Piano casa Fiorenzo Furlani
Fiorenzo Furlani, presidente del Collegio dei Geometri di Verona

«Il ‘Protocollo d’intesa per la salute e la sicurezza nei cantieri edili’, pubblicato il 24 aprile 2020 a cura del MIT, introduce incombenze non dovute a carico dei professionisti abilitati a svolgere la funzione di coordinatori della sicurezza (CSP e CSE) ai sensi del Titolo IV del D.Lgs. 81/2008. A questo proposito, la RPT ha inviato una Nota al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, esprimendo il disappunto per il fatto che, a differenza di quanto avvenuto in tantissime altre occasioni, essa non sia stata minimamente consultata nella elaborazione del Protocollo, per cui è mancata la partecipazione dei professionisti tecnici alla stesura di un testo di estrema importanza, in quanto interessa fortemente la sicurezza dei lavoratori e l’attività dei tecnici preposti alle funzioni citate e le relative responsabilità».

Parte da questa premessa, pubblicata lo scorso 4 maggio dalla Rete Professioni Tecniche, il comunicato congiunto inviato dagli Ordini e i Collegi delle professioni tecniche veronesi, che si occupano anche di sicurezza nei cantieri, che desiderano evidenziare quanto il protocollo dei cantieri edili del 24 maggio 2020 rischi di creare disorganizzazione e confusione, ad esempio fra le attività di “vigilanza” e “alta vigilanza” in capo al coordinatore per la sicurezza.

L’iniziativa di denuncia, partita su impulso del Collegio Geometri di Verona, è stata condivisa da tutti gli Ordini e Collegi professionali scaligeri. Nell’ottica di una corretta informazione per la gestione dell’emergenza sanitaria nei cantieri, i professionisti della sicurezza di Verona e provincia chiedono un confronto serrato secondo i propri ruoli e competenze: «Perché non è ipotizzabile l’idea di trasferire, da un giorno all’altro, ai coordinatori compiti che sono propri dei datori di lavoro. Da sempre disponibili a supportare i committenti per tutte le attività di controllo, ma non di diventare il parafulmine di tutte le criticità di cantiere» si legge nel comunicato.

«Il protocollo non fa alcun riferimento al pesante aggravio di oneri e responsabilità a carico dei coordinatori, che inevitabilmente hanno dovuto e dovranno strutturarsi, formarsi, acquisire nuove risorse; è inevitabile che tutto questo comporterà oneri a carico dei committenti. Questo documento vede professionisti appartenenti ai diversi Ordini e Collegi Veronesi (ingegneri, architetti, geometri, agronomi, periti industriali, periti agrari) fare squadra, condividere il comunicato della Rete Professioni Tecniche e prendere una decisa posizione critica» continua la nota.

«Ci rivolgiamo agli Enti preposti alla vigilanza, offrendo la nostra collaborazione, certi che nelle loro attività verrà considerata la reale possibilità di azione dei coordinatori nei cantieri, che per la maggior parte sono medio – piccoli, privi della gestione di una singola impresa e, di fatto, organizzati direttamente dai committenti. Ci rivolgiamo ai committenti, pubblici e privati, per evidenziare che la problematica COVID-19 nei cantieri li coinvolge a pieno titolo e che sono i primi a doversi attivare».