Polimnia Srl, le difficoltà di nascere nel 2020

Polimnia Srl, società di Borgo Trento specializzata nel supporto didattico a studenti, è nata nel febbraio 2020, poco prima del lockdown. Adattatasi subito ai rigidi protocolli sanitari, ora fatica a trovare un pubblico consistente di consumatori. Abbiamo parlato con l'Ad Giovanna Billeci, che ha lanciato un grido di attenzione alle piccole e neonate imprese, dimenticate dai bonus statali.

Polimnia Srl è una società che nasce da persone con oltre trent’anni di esperienza coadiuvati da un team di giovani professionisti nel campo della cultura, formazione, educazione, comunicazione e organizzazione eventi. La sua sede operativa è in Lungadige Catena, in Borgo Trento. Tra i servizi, oltre al supporto didattico per studenti e percorsi formativi mirati, anche uno sportello di consulenza ed educazione finanziaria per chi non è avvezzo a queste tematiche. Abbiamo intervistato l’Ad dott.ssa Giovanna Billeci.

Come avete vissuto questo periodo di emergenza sanitaria?

Noi siamo nati a febbraio 2020, eravamo pronti per l’inaugurazione e poi con il lockdown siamo rimasti fermi fino a giugno. Nonostante la didattica a distanza del lockdown abbiamo avuto pochi ragazzi che hanno chiesto un supporto da noi. Durante l’estate c’è stato un altro grande momento di silenzio, dove le famiglie hanno preferito risparmiare su quello che era l’apprendimento, nonostante le evidenti lacune che i ragazzi presentavano in seguito a un barcollante secondo quadrimestre. Stiamo resistendo perché crediamo in questo progetto, ma è difficile. Ci sono molti studenti che non hanno nemmeno insegnanti, svolgono orari parziali e ne consegue che nonostante i due mesi di lezioni interamente in presenza anche in questo momento il servizio che offriamo è poco preso in considerazione. Avevamo attivato anche un servizio di doposcuola per gruppi ristretti di bambini, ma non è stato usufruito.

Come avete riarrangiato, in così poco tempo, le vostre strutture?

Le nostre lezioni si svolgono in modalità individuale, abbiamo un protocollo molto severo, con la sanificazione a ogni entrata e uscita dell’allievo ed è attiva la didattica a distanza per chi la richiede. Il nostro staff ha messo in pratica percorsi personalizzati per ogni studenti, anche per i DSA e i BES.

Quali sono le vostre prospettive future?

Le prospettive non sono delle migliori, ci sono ragazzi che non riescono a reggere a livello psicologico la didattica a distanza e da ottobre non vanno più a scuola, causando anche difficoltà familiari. Lo scarso rendimento scolastico e il poco interesse dei genitori porta a un grave rallentamento nell’apprendimento. Bisogna tenere conto anche della situazione di povertà economica per molte famiglie che si trovano in uno status economico ben diverso rispetto a qualche mese fa, e questo produce una povertà educativa. Noi come azienda siamo appena nati e quindi non riusciamo ad ottenere alcun aiuto da parte dello Stato, dal momento che non abbiamo un pregresso. Quindi mi chiedo: nessuno sta pensando alle aziende appena aperte, che non riescono ad accedere ai bonus statali? Ci tengo a lanciare un appello e di prestare attenzione a queste piccole imprese senza pregressi di bilanci: esistiamo anche noi.