PNRR. Borchia (Lega): «Sarà fondamentale utilizzare bene i fondi europei»

L'onorevole europarlamentare Paolo Borchia, intervenuto ieri alla trasmissione Verona Economia, sottolinea l'importanza dei fondi messi in campo per la ripartenza, evidenziando, però, che la maggior parte sono a debito.

Onorevole Borchia, il PNRR sta diventando un trending topic. Se ne sente parlare sempre di più, ma in pochi sanno realmente di cosa stiamo parlando e, soprattutto, in quali contesti può essere realmente calato. Chi ne può realmente beneficiare?

Innanzitutto premettiamo che ad agosto è arrivato il primo anticipo e sono 24,9 miliardi di euro che andranno a finanziare delle opere già cantierate, visto che la precondizione per l’utilizzo di questo strumento è che tutte le opere e tutte le attività che verranno finanziati dal Recovery, o dal PNR, siano concluse e rendicontate entro la fine del 2026, quindi fondamentalmente il governo si è ritrovato il disposizione questa moltitudine di miliardi e ha dovuto indirizzarli su opere che fossero già in uno stadio un po’ più avanzato.

Per quanto riguarda il Veneto, l’opera più importante sarà la TAV Brescia Padova. Per quanto riguarda un ragionamento un po’ più generale, io ho sempre cercato di spargere cautela su questo strumento, se da un lato è un’opportunità, dall’altra va anche presa in esame quella che è la realtà dei fatti: l’Italia è sì il paese che all’interno dell’Unione Europea ha ricevuto la parte maggiore di questo finanziamento, ma è anche il paese che riceverà la maggior parte di somme a debito.

Queste somme dovranno essere restituite e sarà fondamentale, anche i termini di credibilità, utilizzare le risorse in maniera ottimale.

Da qui al 2026, l’Unione Europea farà una pagellina ogni sei mesi per monitorare quello che è lo stato di avanzamento delle riforme che verranno richieste.

Cosa possono fare i territori per cogliere questa opportunità?

Da questo punto di vista ho colto un po’ di disorientamento a livello di autorità locali, che poi essendo quelle più vicine ai cittadini sono quelle che saranno chiamate ad implementare questo strumento. Poi, per il resto, i capitoli di spesa che andranno ad essere finanziati sono molteplici e svariati: pensiamo ad esempio le misure per i giovani, o per le opere contro il dissesto idrogeologico per citarne un paio.

Tra pochi giorni inizia Marmomac, e siamo felicissimi. Gli imprenditori sono entusiasti, ma ci sono criticità al loro entusiasmo che rispondono al nome di caro bollette, aumento dei trasporti e costo delle materie prime.

Io sono felicissimo che torni Marmomac in presenza visto che, sia quando andavo a scuola che quando studiavo all’università, ho sempre lavorato come operaio nel settore del Marmo. Negli scorsi mesi, sia a Roma che a Bruxelles, è stato fatto un lavoro importante per permettere che Veronafiere, così come altre fiere italiane, potesse beneficiare degli aiuti messi in campo dal governo che inizialmente erano sottoposti alla rigida normativa europea sugli aiuti di Stato e che fondamentalmente impediva alle fiere più importanti, alle fiere con più costi, più dipendenti e più fatturato, di andare a beneficiare di aiuti che effettivamente avrebbero potuto dare una grossa mano.

A fine agosto, dopo diversi mesi di lavoro, ce l’abbiamo fatta e questo è un piccolo risultato di cui come Lega possiamo andare fieri.

Si sa poi che il settore del Marmo è energivoro, per cui l’aumento dei costi dell’energia ci fa porre tanti interrogativi. Purtroppo l’Italia, seconda manifattura in Europa, è ancora un paese eccessivamente dipendente dalle importazioni di energia. A questo si aggiungono altre preoccupazioni: dall’aumento dei prezzi dei trasporti a quello delle materie prime. Io credo che siano delle situazioni destinate nell’arco di qualche mese a rientrare.

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