PNRR? A Verona è un carneade. Non lo conosce nessuno

Secondo una ricerca di Changes Unipol, elaborata da Ipsos, la nostra città registra la quota più alta, tra le principali aree metropolitane italiane, di persone che non hanno mai sentito parlare del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Verona registra la quota più alta, tra le principali aree metropolitane italiane, di persone che non  hanno mai sentito parlare del PNRR (23%)

È quanto emerge da una ricerca di Changes Unipol, elaborata da Ipsos, che ha analizzato conoscenza,  interesse e fiducia nel PNRR e nelle sue principali caratteristiche. L’indagine è stata realizzata presso  un campione nazionale rappresentativo della popolazione di età 16-74 anni (rappresentativi di oltre  44 milioni di individui) e residenti nelle principali Aree Metropolitane (rappresentativi di oltre 13 milioni di individui) secondo genere, età, area geografica, ampiezza centro, titolo di studio, tenore di  vita, professione e nucleo familiare. Sono state realizzate 1.720 interviste, condotte mediante  metodo CAWI1

In ambito nazionale solo il 21% degli italiani (dato in linea con quello di Verona), pari a circa 9 milioni  di concittadini, vanta una conoscenza specifica del PNRR, mentre il 62% ne ha una cognizione  approssimativa (contro il 55% dei veronesi). Appena il 5% della popolazione (pari a circa 2 milioni di  italiani) ne ha una consapevolezza veramente approfondita; complessivamente, più di 8 su 10 (83%, pari a circa 36 milioni di concittadini), conoscono almeno di nome il Piano. 

L’area metropolitana di Verona si caratterizza per una forte polarizzazione sui temi del PNRR 

Se il 21% degli scaligeri vanta una conoscenza specifica del PNRR e, di questi, il 9% afferma di averne una conoscenza approfondita (il dato più alto d’Italia, inferiore solo all’11% di Bologna), dall’altro lato  Verona registra la quota più alta (23%) di persone che non hanno nemmeno mai sentito parlare del  Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. 

1 CAWI (Computer Assisted Web Interviewing) è una metodologia di raccolta dei dati che si basa sulla compilazione di un questionario via  web.

Il 49% degli scaligeri vede nel PNRR uno strumento utile al rilancio del Paese 

Dai dati di Changes Unipol, elaborati da Ipsos, emerge che il 49% degli scaligeri vede nel PNRR uno strumento utile al rilancio del Paese (rispetto al 46% della media nazionale). 

Considerando la poca padronanza del tema, 2 italiani su 3 (66%, pari a circa 29 milioni di  concittadini) vorrebbero saperne di più su come le riforme del PNRR contribuiranno concretamente  alla ripresa del Paese, dato che, per chi vive nell’area metropolitana di Verona, scende al 61%. 

L’82% dei veronesi ritiene che i fondi stanziati dal PNRR non saranno sufficienti 

L’82% dei veronesi (dato sensibilmente superiore rispetto al 73% della media nazionale) che ha  almeno sentito parlare del Piano ritiene che i fondi stanziati non saranno comunque sufficienti e, soprattutto, che serviranno altri fondi pubblici (63%, mentre la porzione dei veronesi che ritengono  necessari anche fondi privati si attesta al 19%). 

Tra le 6 missioni del PNRR, la “Salute”, ultima per fondi stanziati, è considerata prioritaria dagli  scaligeri (36%) seguita da Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica” (24%) e “Istruzione e Ricerca” (14%).  

Tra le sei missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), l’area “Salute” (36%) è  considerata dai veronesi la prima necessità, nonostante sia ultima per i fondi stanziati dal Governo.  La quarta ondata della pandemia, e il numero crescente di contagi e malati ricoverati, comporta,  inevitabilmente, riflessi e condizionamenti sui cittadini che, ad oggi, individuano in digitalizzazione,  telemedicina e assistenza territoriale le necessità primarie per il futuro del Paese. 

Tra chi vive a Verona, al secondo posto figura la “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica” (24%), missione che prevede la transizione energetica, la mobilità sostenibile, l’agricoltura sostenibile e  l’economia circolare ed è al primo posto per fondi stanziati, seguita da “Istruzione e Ricerca” (14%) che prevede il potenziamento di tutti i livelli di istruzione e della ricerca anche ad uso produttivo e  

delle imprese. Considerata meno prioritaria dagli scaligeri (3%) la “Digitalizzazione, innovazione,  competitività cultura”. 

Ampliando lo sguardo all’intero territorio nazionale, la “Salute” è la priorità degli italiani (31%) seguita da “Rivoluzione verde e Transizione Ecologica” (18%), missione che risulta al primo posto  per fondi stanziati, davanti a “Inclusione e coesione sociale” (17%), “Istruzione e ricerca” (13%),  “Infrastrutture per una mobilità sostenibile” (11%) e “Digitalizzazione, innovazione, competitività e  cultura” (10%).

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