Petizione per far riaprire parrucchieri ed estetisti in zona rossa: oltre 50mila firme

Consegnate al Ministro Gelmini più di 50mila firme per riaprire le attività di acconciatura ed estetica nelle zone rosse e rimodulare i sostegni. Iraci Sareri: «Il 94% delle imprese con perdita media del fatturato 2020 del 25%. Con la soglia al 30%, solo 28 imprese su 100 potranno accedere al contributo».

Presidente Roberto Iraci Sareri - Confartigianato Imprese Verona
Roberto Iraci Sareri, presidente di Confartigianato Imprese Verona
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Autorizzare le imprese di acconciatura ed estetica ad aprire nelle zone rosse, massima determinazione nella lotta all’abusivismo dilagante, aumentare le risorse per i contributi a fondo perduto e rivederne i criteri di assegnazione per evitare discriminazioni. Sono le richieste presentate al ministro per gli Affari Regionali e Autonomie, Mariastella Gelmini, da una delegazione delle imprese del settore aderenti a Confartigianato, Cna e Casartigiani, insieme alla simbolica consegna delle oltre 50mila firme raccolte con una petizione promossa per sollecitare l’intervento del Governo a favore di un comparto che conta, a livello nazionale, oltre 150mila imprese e più di 300mila addetti.

«In provincia di Verona parliamo di 2.775 attività – spiega Roberto Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese Verona –, che danno lavoro a 5.263 addetti, e che hanno sempre assicurato la rigorosa osservanza dei protocolli igienico-sanitari e non è un caso che saloni di acconciatura e centri estetici non ci risulta abbiano rappresentato fonte di contagio. L’organizzazione e le modalità di svolgimento dei servizi di acconciatura ed estetica, inoltre, in virtù del sistema di prenotazione adottato, non provocano assembramenti».

«La chiusura delle attività in zona rossa – aggiunge Carolina Calmetta, Presidente di Confartigianato Benessere Verona –, alimenta la piaga dell’abusivismo generando gravi danni economici alle imprese regolari, già stremate dalla crisi e favorendo la diffusione dei contagi a causa della non applicazione dei protocolli e delle misure di sicurezza».

Le Confederazioni artigiane, inoltre, hanno chiesto al Governo di modificare i criteri previsti nel Decreto sostegni per l’erogazione dei contributi a fondo perduto.

«Dall’analisi sulla contabilità delle imprese associate – conclude il Presidente Iraci Sareri – emerge che il 94% delle attività di acconciatura ed estetica ha accusato, l’anno scorso, una perdita media del fatturato del 25%. Con la soglia del 30% del calo dei ricavi soltanto 28 imprese su 100 potranno accedere al contributo, una evidente discriminazione nei confronti di migliaia di imprese. Ampliare la platea dei beneficiari e incrementare la dotazione di risorse per gli indennizzi rappresentano l’unica risposta allo stato di incertezza e di malessere delle imprese e per scongiurare la condanna a morte di molte attività».