Per l’Arcole DOC si prospetta un futuro rosato

Approvata dall’assemblea dei soci della Arcole DOC la modifica del disciplinare, per dare ancora più spazio al Pinot Grigio anche nella sua versione rosa. Numeri sempre più importanti per la DOC berico-scaligera.

pinot grigio doc arcole
Dalla pagina Facebook Strada del Vino Arcole DOC e dei prodotti tipici.

5.080 ettari vitati, con una superficie aumentata del 13% negli ultimi sei anni e imbottigliamenti che hanno raggiunto gli 8.500 ettolitri (pari a 1.100.000 bottiglie), tutti destinati ai mercati esteri (UK in primis). Questi i numeri della DOC Arcole, che ha visto una crescita importante negli ultimi anni trainata dal Pinot Grigio.

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Una crescita che necessitava comunque di nuove regole per essere più competitivi nel mercato internazionale, pertanto nel mese di febbraio 2021 l’assemblea dei soci del Consorzio dell’Arcole DOC ha approvato una nuova modifica di disciplinare, che vede l’introduzione della tipologia rosato e della specifica superiore per il Pinot Grigio, per valorizzare ancora di più il lavoro dei viticoltori. Viene reintrodotta inoltre la varietà garganega in etichetta e si è deciso di dare ancora più risalto all’Arcole Nero riserva.

La modifica del disciplinare arriva quindi in un momento importante per la crescita della denominazione, con l’obiettivo di focalizzare la produzione su una varietà che sta avendo un grande successo internazionale ma che nello stesso tempo ha bisogno di tutele e di essere valorizzata. Per questo motivo si è scelto di introdurre la specifica superiore per il Pinot Grigio e di valorizzare il rosato, tipologia che sta andando per la maggiore in un mercato come quello inglese.

Le stime di produzione sono dunque positive e in aumento, anche se è stata considerata la misura dello stoccaggio per l’annata 2020 per riequilibrare il mercato. Decisioni volte quindi a spingere ancora di più la denominazione verso l’estero ma con grande attenzione alla redditività per i viticoltori.

«In questi anni l’intera denominazione ha lavorato verso la valorizzazione della nostra produzione -spiega Stefano Faedo, presidente del Consorzio – preparando le basi per essere più incisivi sul mercato e fornire un prodotto distintivo e identitario. A fianco del Pinot Grigio, abbiamo deciso di mantenere anche la Garganega e dare più risalto alle riserve, specialmente dell’Arcole Nero, segno del fortissimo legame con il nostro territorio».

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