Oscar Green Veneto, a Verona vincono “I ragazzi di campagna”

L’Oscar Green regionale premia Verona e la capacità di fare rete in agricoltura. Al concorso di Coldiretti per valorizzare l’innovazione giovanile, svoltosi ieri a Piazzola sul Brenta, hanno trionfato “I Ragazzi di campagna” tre giovani imprenditori agricoli capitanati da Luca dal Pezzo, 26 anni di Zevio.

I tre imprenditori hanno deciso di unire le forze e fondare una cooperativa, aperta ad altri giovani agricoltori, per rivolgersi direttamente al consumatore attraverso negozi sul territorio. Nel 2019 hanno aperto la prima bottega a Santa Maria di Negrar in Valpolicella con prodotti di propria produzione provenienti dagli oltre 80 ettari delle tre aziende agricole situate a Zevio, San Bonifacio e Bussolengo, tra cui una grande varietà di ortofrutta e trasformati come conserve e confettura, pasta, salumi e formaggi al banco. Il prossimo obiettivo è quello di costituire una piccola catena di negozi a marchio “I Ragazzi di campagna” con produzioni a Km0.

Alla cerimonia erano presenti il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, il presidente regionale e provinciale Daniele Salvagno e il delegato di Giovani Impresa regionale e provinciale Alex Vantini. L’iniziativa è sostenuta dal Consorzio AgriNordEst, da ForGreen (compagnia che si occupa di sviluppo sostenibile e della vendita di energia pulita), dal Gruppo Maschio Gaspardo (una multinazionale leader nella produzione di attrezzature agricole), dal Gruppo Cattolica Assicurazioni e dalla Banca Credit Agricole Friuladria.

Un centinaio i giovani concorrenti provenienti dalle province venete con idee innovative e originali da cui si può tracciare l’identikit del giovane “innovatore per natura”: ha circa 30 anni, un diploma o una laurea, investe in agricoltura ed è un creativo. 

I concorrenti veronesi, esclusi i vincitori, che hanno gareggiato con le loro proposte sono: Francesco Gini di Monteforte d’Alpone, che ha presentato il profumo artigianale ispirato da tre vini dell’azienda vitivinicola di famiglia; Romina Giselda di Tenuta Ermitage di San Giovanni Ilarione che costruito un percorso educativo che sviluppa un rapporto equilibrato tra persone e il cane, la natura e gli animali; Silvia Tamellini di Illasi che produce nell’azienda di famiglia olio e confeziona le bottiglie in teche di marmo rosso veronese per un prodotto 100% Made in Verona; Elettra Dall’Oca di Erbè che ha ideato la birra American Pie al melone coltivato direttamente in azienda. Beatrice Massignan di Cologna Veneta ha il sogno di creare una filiera di farine di frumento di vecchie varietà, iscritte e tracciate, di valore superiore al frumento convenzionale; Sara Ceradini di Velo Veronese in 35 km di filari, che lo rendono il più grande impianto in Europa, coltiva fragole fuori suolo in coltura protetta in montagna; Liviana Falconi di Villafranca ha ideato con altre imprenditrici agricole un percorso naturale di nordic walking che in 15 km incontra cantine, agriturismi, fattorie didattiche e le bellezze della campagna veronese. Mattia Antoniazzi di Legnago ha unito agricoltura e fitness in una agripalestra all’aperto nel Parco dei 3 Fiumi. Daniele Righetti di Fumane ha ideato un museo vivente di piante carnivore per non perdere la bellezza della natura e garantire un futuro a queste varietà; Andrea Brunelli (Corte Bravi) di Sant’Ambrogio di Valpolicella produce vini naturali certificati biologici nella Valpolicella classica.

Salutati dal Sindaco Valter Milan, sul palco sono saliti i primi classificati per ogni sezione prevista: Campagna Amica, Sostenibilità Impresa.5Terra, Creatività, Fare Rete e Noi per il sociale, insieme a tre menzioni speciali. Tra loro due rappresenteranno il Veneto alla finalissima nazionale: l’esperienza dell’agriturismo convertito in drive in e il garden sociale aperto all’inclusione.

«L’agricoltura veneta attrae – commenta Alex Vantini – le nuove generazioni investono sulla qualità della vita dopo anni di formazione non necessariamente legata a materie agronomiche. Lo dicono i dati del Programma di Sviluppo Rurale che indicano quasi 3mila neo agricoltori insediati dal 2015 per un investimento di 280 milioni di euro e una spinta propulsiva manifestata che corrisponde al doppio delle disponibilità».

Ettore Prandini sottolinea: «Oggi è una giornata importante per evidenziare alla comunità le potenzialità che l’agricoltura italiana può offrire, grazie ai giovani imprenditori agricoli per la loro genialità, per le capacità e per il rischio che si sanno assumere ma anche per guardare alle sfide future. In questo modo è possibile mettere l’agroalimentare al centro in termini di sistema di sviluppo e di crescita del paese facendo percepire alle nuove generazioni quanti spazi ancora ci possono essere da poter colmare in agricoltura per dare le opportunità che i giovani si meritano. Del resto i giovani sono i più portati a cogliere le opportunità dell’innovazione e della svolta digitale in agricoltura perché sono attivi sul fronte delle nuove tecnologie, viaggiano, studiano le lingue e sono portati a far conoscere anche all’estero i valori dell’agroalimentare italiano».

«Dalle idee dei giovani veneti, figli della legge di Orientamento, emerge una nuova generazione di imprenditori agricoli con idee innovative, rispettosi dell’ambiente e capaci di reagire ai momenti di difficoltà – evidenzia Daniele Salvagno – come durante il periodo di lockdown. Infatti, ci sono stati ragazzi che durante il clou dell’emergenza sanitaria hanno convertito in parte l’azienda alle richieste dei consumatori. Sono segnali incoraggianti a cui riservare la doverosa attenzione, anche da parte della politica che deve essere in grado di comprendere le capacità performante delle imprese agricole e il grande sforzo quotidiano profuso durante i mesi della pandemia che ha visto una task force di produttori coinvolta nel soddisfare il fabbisogno alimentare regionale».