Nuovo Decreto, Confcommercio: «Turismo decapitato»

Il nuovo DPCM fissa un numero massimo di mille spettatori per gli spettacoli all'aperto e impone il coprifuoco alle 22, bloccando di fatto lo stop agli eventi serali e demolendo l'intera programmazione areniana per l'estate 2021, provocando il disappunto di Confcommercio.

paolo arena
Il presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena. Foto dal sito confcommercioverona.it

«Con questo provvedimento il turismo viene decapitato anche quest’anno: è irragionevole fissare un numero massimo di mille spettatori per gli spettacoli all’aperto e continuare con il coprifuoco alle 22, imponendo di fatto lo stop agli eventi serali e demolendo l’intera programmazione areniana per l’estate 2021, a poche settimane dall’avvio della stagione lirica ed extralirica, per la quale era stato approntato un minuzioso piano per garantire l’accesso a seimila spettatori». È il commento di Paolo Arena, presidente di Confcommercio Verona, al Decreto Legge che fissa le regole dal 26 aprile al 31 luglio.

LEGGI LE ULTIME NEWS DI ECONOMIA

«Le aspettative degli operatori, dopo più di un anno da incubo erano decisamente maggiori e migliori, urge intervenire e modificare subito il provvedimento che ci sta penalizzando anche agli occhi dei turisti esteri -, aggiunge Arena -. Rischiamo di essere tagliati fuori dalle destinazioni turistiche quest’anno e, di conseguenza, in futuro».

Il presidente di Federalberghi Confcommercio Verona e vicepresidente regionale della federazione Giulio Cavara parla senza mezzi termini di «grande frustrazione e rabbia della categoria»: «Altro che Decreto ripartenza, questo per il turismo è un decreto fallimento… Le regole sono addirittura peggiorative rispetto all’estate dello scorso anno. E fissare un tetto di mille persone per gli spettacoli a fronte dei seimila ipotizzati nella massima sicurezza per l’Arena significa certificare il fallimento dell’estate 2021». 

Leggi anche: Cavara: «Fiera, aeroporto e Arena fondamentali per il nostro turismo»

Giulio Cavara
Giulio Cavara, presidente di Federalberghi Confcommercio Verona e vicepresidente regionale della federazione.

«La conferma del coprifuoco alle 22 come si coniuga con lo svolgimento degli spettacoli serali? – si chiede Cavara -. Andrebbe spostato alle 24». Insomma, regole più rigide rispetto a un anno fa, ostacoli ovunque, e un coprifuoco che non lascia spazio di manovra: così le riaperture saranno più difficili.

«Le limitazioni imposte all’offerta della ristorazione, possibile in questa prima fase solo per chi dispone di spazi esterni, fa camminare con una gamba sola quegli alberghi che non dispongono di ristorazione interna, in particolare nelle città d’arte come Verona dove le difficoltà aumentano ulteriormente per la mancanza spesso di plateatici a disposizione -, prosegue il presidente di Federalberghi Verona -. La speranza è quella di veder scendere ulteriormente la curva dei contagi, che nelle prossime settimane si possa registrare un progressivo miglioramento della situazione pandemica e che le restrizioni ancora in atto possano essere ulteriormente allentate, parallelamente a una ripresa della campagna vaccinale».

«Per bar e ristoranti, al chiuso – dice infine il presidente di Fipe Confcommercio Verona Paolo Artelio – la data del primo giugno è troppo in là: riaprano il prima possibile e per tutto il giorno, posticipando il coprifuoco alle ore 23. La ripartenza deve essere reale, non solo a parole».

Ricevi il Daily

VUOI RICEVERE OGNI SERA IL QUOTIDIANO MULTIMEDIALE VERONA DAILY?

È GRATUITO! CLICCA QUI E SEGUI LE ISTRUZIONI PER RICEVERLO VIA EMAIL O WHATSAPP
(se scegli WhatsApp ricorda di salvare il numero in rubrica)

OPPURE
CLICCA QUI PER ISCRIVERTI AL CANALE TELEGRAM