Nei campi mancano mascherine: le proposte di Agribi Verona

Il presidente di Agribi Verona Bassani: «Decine di aziende ci hanno segnalato di esserne sprovviste. Saremo in prima linea anche nelle campagne di screening in vista delle raccolte stagionali».

agribi verona

Agribi Verona sta valutando la possibilità di acquistare a giuste condizioni una partita di mascherine per le aziende agricole, da distribuire attraverso i propri Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale (Rlst), in previsione delle prossime campagne di raccolta che impiegheranno migliaia di lavoratori e delle norme di sicurezza che accompagneranno l’apertura di tutte le attività produttive nella cosiddetta fase 2 dell’emergenza Covid-19.

Parecchie decine di aziende hanno infatti segnalato all’ente bilaterale veronese per l’agricoltura, di cui fanno parte Confagricoltura, Coldiretti, Cia Agricoltori Italiani, Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, la difficoltà di reperire i dispositivi di protezione per i lavoratori agricoli che stanno già lavorando nelle campagne di raccolta, compresi quelli domiciliati in azienda.

«Con l’emergenza Covid-19 abbiamo incaricato i nostri funzionari, che svolgono il ruolo di rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale (Rlst) nelle aziende che ne sono sprovviste, di contattare le aziende agricole invitandole a segnalarci eventuali difficoltà o carenze di dispositivi – spiega Luigi Bassani, presidente di Agribi Verona -. Ci hanno risposto in molte, facendoci presente che avevano necessità di mascherine. Abbiamo, perciò, contattato in primo luogo la Protezione Civile dei diversi Comuni, segnalando i nominativi delle aziende che ci avevano contattato. E i volontari, laddove hanno potuto, hanno consegnato quanto richiesto».

La figura degli Rlst, resa obbligatoria dal Testo Unico sulla Sicurezza (decreto legislativo 81/08), è diventata più che mai fondamentale in questo momento di emergenza per promuovere le misure di prevenzione e protezione. I rappresentanti dei lavoratori di Agribi hanno infatti, dai primi giorni, informato le aziende agricole di quanto previsto dal Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto alla diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro, siglato il 14 marzo, invitandole a scaricare il materiale informativo e a metterlo a disposizione dei dipendenti sulla bacheca aziendale.

«Ora – sottolinea Bassani – contatteremo le Asl per renderci disponibili a collaborare a campagne di screening, rivolte ai lavoratori in vista delle raccolte stagionali, anche mediante test sierologici. Il decreto legge “Cura Italia” del 17 marzo ha peraltro riconosciuto agli enti bilaterali la facoltà di adottare iniziative finalizzate a favorire l’assolvimento degli obblighi in materia di sorveglianza sanitaria per le imprese agricole e i lavoratori aderenti, anche stipulando apposite convenzioni con le Asl o i medici competenti».