Museo del vino di Verona verso la fase operativa

Il Museo del vino di Verona è pronto per la fase operativa. Il sindaco Sboarina: «Un progetto vincente per il territorio e l'economia veronese».

Sostenitori museo del vino verona
I promotori e sostenitori del Museo del Vino a Verona

Prende forma il sogno del Museo del vino a Verona

Dalla fase ideativa a quella operativa. La realizzazione del Museo del Vino a Verona è pronta per la fase successiva. In attesa che parta il complesso iter amministrativo, viste le molte istituzioni coinvolte, ora la novità è l’adesione di tutte le componenti del mondo vitivinicolo veronese.

Molte sono le rappresentanze di categoria che hanno dato adesione al progetto, ideato e promosso dal consigliere regionale Enrico Corsi. Un ulteriore tassello sulla strada del Museo del Vino che sarà anche punto di riferimento della produzione vitivinicola internazionale, ma non solo, visto anche il ruolo recitato dalla gastronomia. Ad esprimere soddisfazione infatti sono realtà chiave del territorio come Confagricoltura, Coldiretti, Unione Consorzi Vini Veneti DOC e DOCG, i consorzi Soave, Valpolicella, Custoza, Bardolino e la Confederazione Italiana Agricoltori.

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Le istituzioni che sostengono il progetto

  • Il consigliere Corsi ha portato alla votazione di una legge in Consiglio Regionale che stabilisce la realizzazione di un Museo del Vino.
  • La Provincia di Verona ha da subito dato la sua piena disponibilità al progetto.
  • Nel febbraio 2020 il Consiglio Comunale di Verona approvò all’unanimità una mozione per avviare un tavolo di lavoro con i Consorzi del vino, la Camera di Commercio, gli Uffici Comunali e la Regione Veneto per verificare la possibilità di realizzare il progetto, individuando il luogo più strategico dopo una serie di incontri tecnici, e cioè le Gallerie Mercatali di fronte alla fiera.

L’iter è proseguito fino a dicembre 2021, quando il Parlamento ha approvato un Odg del senatore Paolo Tosato, su indirizzo del ministro del Turismo Massimo Garavaglia, nel quale il Governo si impegna a provvedere un idoneo incremento del fondo e comunque a sostenere anche economicamente la realizzazione del costituente Museo Internazionale del Vino a Verona, nell’ambito delle attività e delle iniziative promosse anche dal Governo sull’enoturismo, indirizzate alla promozione della cultura materiale della vite e del vino, e della valorizzazione della produzione enologica, rappresentando un importante contributo al rilancio del settore turistico nonché economico del Paese.

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A fare il punto della situazione sono intervenuti venerdì in sala Arazzi il sindaco Federico Sboarina, l’europarlamentare Paolo Borchia, il consigliere regionale Enrico Corsi, la vicepresidente Confagricoltura VR Camilla Capurso, il membro della giunta esecutiva Coldiretti Verona Chiara Recchia, per il Consorzio Soave Silvia Bolla, per il Consorzio Valpolicella il presidente Christian Marchesini, la presidente Consorzio Custoza e rappresentante UVIVE Roberta Bricolo, il responsabile Consorzio Bardolino Andrea Vantini e il presidente di CIA Verona Andrea Lavagnoli

«È un progetto a cui tengo molto – ha affermato il sindaco Sboarina -. Il mio invito è di immaginare come, alle Olimpiadi del 2026, sarà la zona di Verona Sud. Tutto sarà rinnovato, perché già ufficialmente in progetto, dall’ex Manufatturiera Tabacchi alla ghiacciaia, così come il nuovo Park all’ex scalo merci. Il Museo del Vino sarà un’ulteriore perla, tra l’altro logisticamente davanti alla fiera dove si svolge il Vinitaly, una manifestazione ideata negli anni Sessanta da chi al tempo aveva avuto una giusta visione. Per questo sono sicuro che anche questo progetto avrà lo stesso successo, per il territorio e per la grande squadra che si è messa in gioco e che include tutte le istituzioni».

«Verona deve abituarsi a pensare in grande e ha bisogno di investimenti – ha sottolineato l’eurodeputato Borchia -. È una città europea per storia e per posizione, e questo progetto di museo è totalmente funzionale al suo ruolo. Durante la pandemia abbiamo imparato quanto il turismo sia importante, e le analisi dei dati ci dicono quanto questo progetto possa funzionare».

«È la prima volta che vedo una condivisione d’intenti così granitica tra gli attori coinvolti – spiega il consigliere Corsi -. Ad oggi abbiamo tutti gli elementi possibili per decidere, da dopo l’elezione del presidente della Repubblica, quale struttura societaria mettere in piedi per iniziare l’iter della realizzazione del museo che porterà tanti benefici per il territorio».

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