Mooduli: dal Sanmicheli di Verona nasce il futuro della moda tra arte, tecnologia e sostenibilità

Redazione

| 14/05/2025
Il progetto dell'IIS Sanmicheli fonde design, materiali innovativi, creatività e un'idea audace di futuro, attraverso abiti modulari e accessori unici.

L’IIS Sanmicheli partecipa al 5° Premio Innovazione-1° Premio Daily con il progetto “Mooduli”.

Il Premio Innovazione 2025 è un’iniziativa organizzata da Associazione Verona Network con il patrocinio di Fondazione Cariverona, rivolta alle scuole superiori, agli ITS e scuole di formazione post diploma, con l’obiettivo di premiare i migliori progetti e iniziative nei settori startupinnovazione, tecnologia, sostenibilità, accessibilità, creatività e organizzazione, realizzati da classi o da gruppi di studenti del medesimo istituto.

Per sostenere il progetto dell’IIS Michele Sanmicheli:

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IIS Sanmicheli presenta: “Mooduli”

Come si coniugano artigianato sartoriale e stampa 3D? Al Sanmicheli di Verona hanno provato a rispondere con un progetto che è molto più di un esercizio didattico: si chiama Mooduli e fonde design, materiali innovativi, creatività e un’idea audace di futuro. In un momento in cui la moda cerca sostenibilità e personalizzazione, questi studenti hanno immaginato abiti modulari e accessori unici, pensati per adattarsi al corpo, ma anche per superare i limiti tradizionali dell’abito cucito ad ago e filo.

Il progetto, sostenuto da fondi PNRR e sviluppato in sinergia tra laboratori di moda e informatica, coinvolge la classe 4ª P, guidata dalla professoressa Daniela Barbetta, dal tecnico informatico Gioacchino De Lucia e con la partecipazione degli studenti Fabio Necula, Lisa Abondanza, Lisa Tavella, insieme ad altri membri del team.

Professoressa Barbetta, ci racconta com’è nato Mooduli?

Siamo un istituto con una forte vocazione laboratoriale e artigianale, specializzato in Industria e Artigianato per il Made in Italy. Il progetto nasce proprio all’interno del corso di modellazione e stampa 3D, attivato grazie a fondi PNRR. L’idea era di integrare nuove tecnologie nel percorso moda, stimolando gli studenti a pensare a capi che potessero essere ideati e costruiti in modo innovativo. Il risultato è stato sorprendente.

Gioacchino De Lucia, come ha contribuito il laboratorio informatico?

Abbiamo fatto un grande lavoro di ricerca sui materiali e adattamento delle stampanti 3D a supporti morbidi e flessibili. Il nostro compito è stato tradurre i progetti degli studenti in oggetti reali, modulando la stampa per ottenere elementi indossabili e connessi tra loro, senza rinunciare all’estetica. Abbiamo sperimentato con TPE, una gomma innovativa, oltre alla plastica classica.

Fabio, che tipo di capi avete realizzato?

I capi sono completamente progettati in modellazione 3D, ispirati a stilisti come Paco Rabanne, che già negli anni ’60 sperimentava con la plastica. Uno degli abiti è in plastica dorata, l’altro in gomma grigia stampata a moduli. Sono abiti futuristici ma eleganti, e l’innovazione non è solo nei materiali, ma anche nella modalità di costruzione, dove la fantasia di gruppo è stata fondamentale.

Lisa Abondanza, avete sviluppato anche un sistema modulare particolare?

Sì, abbiamo ideato un sistema di connettori stampati in 3D, blocchetti morbidi che permettono di unire tra loro le placche decorative e strutturali. È un sistema versatile e adattabile al corpo, che consente di costruire abiti completamente personalizzabili, come se fossero un mosaico in movimento.

Lisa Tavella, oltre agli abiti avete lavorato anche su accessori e acconciature.

Esatto. Per la sfilata di fine anno abbiamo realizzato circa sei capi, e stiamo completando il tutto con accessori coordinati, come cerchietti e acconciature stampate in 3D. Ogni oggetto nasce da uno studio originale, non prendiamo progetti preesistenti: vogliamo creare pezzi unici, frutto della nostra visione. La sfida è rendere tutto coerente, armonioso e innovativo.

Che esperienza è stata per voi studenti?

Fabio: Questo progetto mi ha fatto capire che voglio continuare a lavorare nel mondo della moda, magari nella parte legata al marketing e alla progettazione. È stato difficile ma stimolante, ci ha insegnato a superare ostacoli insieme.

Lisa A.: Non ho ancora un’idea precisa del mio futuro, ma so che voglio continuare in un lavoro manuale e creativo. La sartoria mi affascina, e qui ho scoperto una nuova forma di artigianato.

Lisa T.: Io ho deciso di proseguire gli studi, magari anche all’estero. Questa esperienza mi ha aperto gli occhi su cosa significa realizzare un’idea da zero, ed è un percorso che voglio approfondire.

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