Manodopera in agricoltura, l’incontro con il prefetto

Si è svolta ieri una riunione presieduta dal prefetto Donato Cafagna per discutere della carenza di manodopera in agricoltura.

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Il prefetto di Verona Donato Giovanni Cafagna

Si è svolta ieri, in streaming, una riunione presieduta dal prefetto Donato Cafagna, cui hanno preso parte i direttori dell’Inps, della direzione territoriale del lavoro e di Veneto Lavoro, i rappresentanti di Cia, di Confagricoltura e di Coldiretti, nonché delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil territoriali e di categoria, per l’esame della problematica relativa all’attuale fabbisogno di manodopera in agricoltura, settore che registra forti difficoltà nel reperimento di lavoratori stagionali, a partire dalla raccolta, ormai imminente, delle fragole.

Si stima in circa 3-4mila unità il numero di lavoratori necessari a far fronte a quella che è stata rappresentata come una vera emergenza, anche in conseguenza dell’attuale carenza di manodopera proveniente dai paesi dell’Est, dai quali i flussi di lavoratori stagionali sono attualmente interrotti per l’emergenza epidemiologica in atto.

Per questo motivo Agenzia Lavoro della Regione Veneto ha messo in campo procedure più snelle per favorire l’individuazione dell’offerta di lavoro e della disponibilità di manodopera da selezionare, tra i lavoratori ora disoccupati, quelli in casssa integrazione, gli studenti, i pensionati, i beneficiari di prestazioni integrative del reddito, attraverso il coinvolgimento dell’Ente bilaterale, delle associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali.

Dai primi dati emersi nel corso dell’incontro, risultano circa duecento le aziende che hanno già manifestato alle associazioni di categoria la imminente necessità di manodopera.

Il direttore dell’Inps ha illustrato anche le forme contrattuali, tra le quali quelle per i lavoratori a tempo determinato occasionale, che potrebbero consentire di accelerare le procedure di assunzione.

In conclusione, il prefetto ha chiesto uno sforzo da parte di tutti al fine di promuovere ogni utile informazione anche tra quelle fasce di persone che, in questa fase, sono escluse dall’attività produttiva, in merito alla possibilità e modalità di accesso a un percorso di collocamento in agricoltura.