Maestri Artigiani, Confartigianato Verona apre lo sportello per presentare le domande

Con la nuova legge sull'artigianato la Regione riconosce finalmente la figura professionale del Maestro Artigiano. Ecco come presentare la domanda di riconoscimento del titolo e come utilizzare la qualifica una volta ottenuta.

La tradizione legata al Maestro Artigiano affonda le sue origini in tempi antichissimi: racconta la storia delle città, delle botteghe, del lavoro e delle professioni come simboli della costruzione di una nuova identità sociale. 

«Grazie alla nuova legge sull’artigianato, che ho fortemente voluto – dichiara l’Assessore allo Sviluppo Economico ed Energia della Regione del Veneto Roberto Marcato –, siamo riusciti ad introdurre la figura del maestro artigiano che rappresenta un perno essenziale per il riconoscimento della qualità delle nostre imprese artigiane. Chi si vedrà riconosciuto il titolo potrà contare su una etichetta di qualità e di valore, capace di certificare la bontà delle produzioni. E’ un fattore sul quale molto contiamo e sul quale la Regione ha fortemente voluto investire. Ricordo che per la valorizzazione dell’artigianato di pregio abbiamo avviato iniziative per 20 milioni di euro. Si tratta da un lato di investire in qualità e dell’altro di rinnovare un settore grazie all’impiego di tecnologie innovative ed il riconoscimento di figure professionali di elevato livello come, per l’appunto, le figure dei maestri artigiani».

«Il concetto di Maestro Artigiano – osserva il presidente di Confartigianato Imprese Verona, Roberto Iraci Sareri – è sempre stato inscindibilmente legato a quello di relazione; una relazione che si sviluppava all’interno di una bottega e che si basava sulla trasmissione delle competenze e dei mestieri. Un paradigma che ha portato allo sviluppo delle città e dell’idea stessa di Europa. Un modello che oggi conosce una nuova attualità: nella bottega artigiana, così come nei laboratori delle imprese più innovative, la differenza la possono fare solo le persone, le competenze e le relazioni. Oggi la logica della grande fabbrica, dell’azienda novecentesca e della divisione verticale del lavoro con netta separazione di ruoli e competenze è in declino a favore di una logica più simile a quella della bottega, sia per le dimensioni di tante micro imprese competitive a livello globale grazie alle nuove tecnologie sia per l’organizzazione del lavoro non verticistica ma orientata alla logica della collaborazione e della relazione tra il “Maestro” e i suoi collaboratori». 

«In questa cornice – continua il presidente – si inserisce la riflessione avviata da Confartigianato Imprese Veneto e la Regione Veneto di concerto anche con le altre associazioni artigiane che si sono interrogate su come valorizzare il ruolo e la valenza sociale del “Maestro” evitando che a questo corrisponda solo un titolo onorifico».

Con questa finalità è stato avviato un gruppo di lavoro che, partecipato dalle associazioni datoriali e coordinato dalla Regione, ha visto una collaborazione con numerose università e istituzioni di ricerca per la definizione di un “percorso veneto”. Sono state prese in esame diverse esperienze europee: quella svizzera, quella francese, quella austriaca, quella spagnola e quella tedesca. L’attenzione si è poi concentrata sull’esperienza bolzanina. Dall’analisi comparata di queste esperienze sono state tratte quelle raccomandazioni che hanno accompagnato la definizione del modello Veneto.

Come funziona il modello Veneto? 

Con la recente approvazione della modulistica (online sul sito della Regione Veneto) per la presentazione della domanda di riconoscimento del titolo prende il via il processo per l’attribuzione del titolo a valere sulla DGR n.1458 del 03/11/20.

Gli imprenditori artigiani potranno così accedere ad un riconoscimento che li caratterizza sia nei rapporti con il consumatore, che con clienti e fornitori. 

«Il titolo di Maestro Artigiano – sottolinea il presidente Iraci Sareri – assume infatti una valenza anche di carattere commerciale certificando l’eccellenza dell’imprenditore nella gestione della propria impresa, del personale, attraverso la capacità di trasmissione del proprio sapere».

Gli elementi positivi non si esauriscono qui. «Con la Regione Veneto – spiega Valeria Bosco, Segretario di Confartigianato Imprese Verona – si procederà quanto prima alla definizione di ulteriori elementi distintivi, prevedendo specifiche misure di incentivo che possano sostenere gli investimenti operati da parte dei Maestri Artigiani, incentivi all’occupazione, oltre che promuovere sinergie con il mondo della scuola finalizzate ad incrementare l’appetibilità dell’artigianato nei confronti delle nuove generazioni».

Il Maestro Artigiano, oltre al riconoscimento di un titolo, rappresenta lo strumento attraverso il quale far emergere non solo le capacità tecnico professionali degli imprenditori artigiani, bensì la loro capacità di saper trasmettere a dipendenti e collaboratori quell’elemento intangibile, il know how che rappresenta la caratteristica peculiare che contraddistingue le imprese artigiane e ne determina il loro successo.

Tre sono i requisiti fondamentali per accedere alla qualifica di Maestro Artigiano: almeno 10 anni di attività della impresa/azienda riconosciuta nel settore; capacità manageriali d’impresa; trasmissione delle competenze. 

«Il riconoscimento di questa importante figura – conclude Bosco – non è meramente simbolico: la qualifica potrà essere utilizzata, accanto al nome dell’impresa, sull’insegna e sul logo aziendale. È previsto inoltre, l’inserimento della figura del Maestro Artigiano in un elenco regionale dedicato, nonché l’annotazione di questo prestigioso riconoscimento nell’Albo delle imprese artigiane. Confartigianato Imprese Verona, sul territorio della provincia scaligera, ha già attivato uno Sportello Maestro Artigiano che assisterà gli interessati nell’analisi dei requisiti e nell’elaborazione delle domande: basterà rivolgersi alla nostra associazione al numero 0459211555, oppure inviare una mail a info@confartigianato.verona.it».