Made in Italy: no a mani francesi sul Parmigiano

È fronte comune dalle cooperative per contrastare l’offerta francese per il controllo dei formaggi italiani Nuova Castelli. Coldiretti: «Si rischia un nuovo caso Parmalat».

Questo quanto afferma Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, in relazione alla vendita del colosso dei formaggi Nuova Castelli. Per opporsi all‘offerta della francese Lactalis scende in campo anche la Granarolo, una delle più grandi e storiche cooperative italiane. L’azienda della famiglia Besnier controlla già Parmalat e tutti i marchi ad essa collegati (Locatelli, Invernizzi, Galbani e Cadermartori). Attualmente, detiene circa 1/3 del mercato nazionale in comparti strategici del settore lattiero caseario.

In gioco c’è il futuro di un’azienda come il Gruppo Castelli che garantisce il lavoro a mille famiglie, produce dal Parmigiano al Grana, dal Gorgonzola al Taleggio fino alla Mozzarella di Bufala e al Pecorino Toscano. Tra i suoi mercati esteri di riferimento oltre a Gran Bretagna, Russia e Germania annovera proprio anche la Francia.

Immediato anche l’intervento di Coldiretti. «L’operazione − spiegano − rafforzerebbe l’egemonia francese mettendo le mani su prodotti italiani a denominazione di origine (Dop) più venduti nel mondo. La Nuova Castelli è tra l’altro il principale esportatore italiano di Parmigiano Reggiano. Una realtà specializzata nella distribuzione di prodotti alimentari con circa 20 impianti in Italia e all’estero. Nel 2018 la società ha avuto un giro d`affari di 460 milioni».

Anche Ettore Prandini esprime la sua preoccupazione sulla vicenda. «Occorre fermare la svendita del Parmigiano Reggiano ai francesi per non ripetere gli stessi errori commessi in passato con la cessione della Parmalat alla Lactalis. La difesa dei marchi storici è necessaria. Spesso – afferma Prandini – si tratta del primo passo della delocalizzazione che si realizza con lo spostamento all’estero delle fonti di approvvigionamento della materia prima agricola. In questo caso l’interesse nazionale è anche legato alla tutela delle denominazioni dalle falsificazioni che si moltiplicano nei diversi continenti. Grana Padano e Parmigiano Reggiano sono i prodotti agroalimentari più’ imitati nel mondo: diventano Parmesan dagli Stati Uniti all’Australia, Parmesano in Uruguay, Reggianito in Argentina o Parmesao in Brasile. E non dimentichiamo che i formaggi similari che si moltiplicano anche in Europa».

La tutela dei marchi storici è una necessità per l’agroalimentare Made in Italy. Ad oggi, circa 3 su 4 sono già in mani straniere e spesso vendono prodotti che di italiano non hanno più nulla, dall’origine degli ingredienti allo stabilimento di produzione.