LuxStone: l’industria del futuro si progetta a scuola grazie all’ITS Red Academy

Redazione

| 15/05/2025
Un capannone, una commessa, una sfida: progettare da zero una struttura industriale nel cuore della Valpolicella. Così è nato LuxStone, progetto firmato dagli studenti dell’indirizzo Energy Manager 4.0 dell’ITS Red Academy.

L’ITS Red Academy partecipa al 5° Premio Innovazione-1° Premio Daily con il progetto “Workshop Lux Stone”.

Il Premio Innovazione 2025 è un’iniziativa organizzata da Associazione Verona Network con il patrocinio di Fondazione Cariverona, rivolta alle scuole superiori, agli ITS e scuole di formazione post diploma, con l’obiettivo di premiare i migliori progetti e iniziative nei settori startupinnovazione, tecnologia, sostenibilità, accessibilità, creatività e organizzazione, realizzati da classi o da gruppi di studenti del medesimo istituto.

Per sostenere il progetto dell’ITS Red Academy:

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ITS Red Academy presenta: “Workshop Lux Stone”

Un capannone, una commessa, una sfida: progettare da zero una struttura industriale nel cuore della Valpolicella, rispettando normative, sostenibilità ambientale e funzioni produttive. Così è nato LuxStone, progetto firmato dagli studenti dell’indirizzo Energy Manager 4.0 dell’ITS Red Academy, una delle eccellenze italiane nella formazione tecnica post-diploma.

Con il coordinamento della docente Martina Lucietto, il team ha realizzato in tre mesi un progetto completo e integrato, unendo modellazione BIM, sostenibilità energetica, recupero idrico e gestione dei fanghi industriali. Il risultato? Una proposta cantierabile, sviluppata con software professionali e già pronta per entrare nel mondo del lavoro.

Martina Lucietto, cos’è l’ITS Red Academy e perché è così efficace nel formare i giovani?

Siamo nati 14 anni fa e operiamo in tutto il Veneto e anche in Lombardia. I nostri corsi si sviluppano in tre ambiti: energia, ambiente e costruzioni, servizi per le imprese. Lavoriamo insieme alle aziende, che co-progettano i percorsi e accolgono gli studenti per stage formativi. Il nostro punto di forza è l’approccio pratico: teoria, laboratori e workshop reali, come LuxStone, che permettono agli studenti di mettersi alla prova con commesse vere.

Michele, come nasce il progetto LuxStone?

Ci è stato chiesto di progettare un capannone industriale su un lotto libero, in un contesto ipotetico ma credibile. Abbiamo scelto la Valpolicella come area e deciso che il capannone sarebbe stato dedicato al taglio e alla lavorazione del marmo, con importazione e showroom annesso. Abbiamo pensato alla funzionalità, all’estetica e soprattutto alla sostenibilità.

Riccardo, quali strumenti e tecnologie avete utilizzato?

Abbiamo lavorato con Revit per la modellazione BIM e con Twinmotion per il rendering fotorealistico. Il progetto è stato suddiviso in ambiti: impianto elettrico, termico, idraulico, acque reflue, impianti fotovoltaici… ognuno si è occupato di una parte, ma sempre in dialogo continuo. Tutto ciò che si vede — render, video, documentazione — è stato realizzato interamente da noi.

Lorenzo, come avete integrato la sostenibilità nel progetto?

Abbiamo seguito tutte le normative europee. Il capannone prevede pannelli fotovoltaici, una cisterna per il recupero delle acque meteoriche e una cabina di media tensione isolata secondo le ultime direttive. Abbiamo anche progettato un impianto di trattamento fanghi, fondamentale per l’industria del marmo: grazie a una filtro-pressa possiamo recuperare l’acqua usata per il taglio e smaltire i residui solidi.

Tommaso, che valore ha avuto per voi questa esperienza?

Altissimo. In tre mesi abbiamo portato a termine un progetto completo e credibile. Ognuno ha potuto mettersi in gioco su ciò che preferiva, ma anche imparare dagli altri. È stato un esercizio di squadra e di competenze. Personalmente lavoro già in uno studio di progettazione, e ritrovo in LuxStone molte cose che vedo ogni giorno. È stata una palestra perfetta.

Michele, cosa sogni per il futuro?

Sto lavorando nel mondo della modellazione BIM, che è sempre più usata in cantiere e nella manutenzione. Mi piace sapere che il mio lavoro può evitare sprechi e rendere l’edilizia più efficiente e digitale.

Riccardo, anche per te il BIM è la chiave?

Sì, mi piace progettare in modo realistico. Oggi si lavora sempre più con tablet in cantiere, e i modelli BIM permettono di gestire ogni dettaglio in tempo reale. È un mondo che evolve, e voglio farne parte.

Lorenzo, stai continuando anche a studiare?

Sì, grazie a una convenzione tra l’ITS e l’università sto proseguendo in ingegneria gestionale. L’ITS mi ha dato la base pratica, ora voglio approfondire e specializzarmi. E il progetto di gruppo mi ha aiutato tantissimo anche sul piano umano.

Tommaso, tra dieci anni dove ti vedi?

Sempre in questo ambito, ma magari con un ruolo di maggiore responsabilità. L’ITS ti prepara al lavoro vero, e ti insegna che per imparare devi fare, sbagliare, rivedere. È così che si cresce.

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