Progetto Welfare in Veneto, oggi a Venezia il convegno

Promuovere l’adesione ai fondi di previdenza complementare specie tra i più giovani in Veneto per garantire ai cittadini della regione un futuro pensionistico decoroso. Questo l’obiettivo del progetto Veneto Welfare, affidato dalla Regione del Veneto a Veneto Lavoro e presentato oggi a Venezia al Palazzo della Regione nel seminario “La varietà delle previdenze complementari”.

Nel corso della mattinata è emerso il tema centrale della necessità di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica. Secondo il politologo Paolo Feltrin la scarsa competenza finanziaria della popolazione sarebbe infatti la prima causa della bassa adesione alla previdenza complementare.

Negli ultimi anni le adesioni sono aumentate , arrivando a quota 8,3 milioni (erano 1,5 nel 1999), accompagnata da una diminuzione del numero di forme pensionistiche, passate da 739 a 415. Il nostro Paese, come tutti quelli in cui il pilastro pubblico della previdenza obbligatoria è particolarmente solido, rimane tuttavia tra quelli con il più basso rapporto tra patrimonio dei Fondi pensione e Pil (7,7%).

Alla previdenza complementare in Italia aderisce solo 1 lavoratore su 4. Sopra la media il Veneto, tra il 30 e il 35%. Ai vertici della graduatoria nazionale ci sono Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta, dove si raggiunge il 40% di adesioni, soprattutto grazie alle forme di autonomia in materia previdenziale che hanno permesso di attivare specifici fondi pensione territoriali.

“Con questa giornata l’ente pubblico entra a pieno titolo nel tema strategico del welfare integrato –  ha affermato l’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan – Fondamentale è il welfare collettivo, sostenuto da un sistema strutturato di enti e fondi bilaterali che erogano prestazioni e servizi ai lavoratori e alle imprese. Secondo la Donazzan la previdenza complementare “dovrebbe rientrare di diritto tra le materie di competenza regionale.”

“Sono convinto dell’opportunità di promuovere forme di decentramento anche sul tema del welfare – sostiene il Presidente del CNEL Tiziano Treu – purché sia un’operazione virtuosa e organizzata, non massificata. È necessario, inoltre, sviluppare la contrattazione territoriale, anche attraverso un sistema di incentivazione. Ogni intervento di riorganizzazione dei fondi, infine, sarebbe un passo nella giusta direzione”.

Il consigliere regionale Antonio Guadagnini, promotore dell’iniziativa, ha ricordato come ogni anno la previdenza complementare attiri potenzialmente circa 5 miliardi di euro di risorse: una parte di esse – ha suggerito – potrebbero essere reinvestite sul territorio, sia come sostegno alle imprese che in materia di opere pubbliche, ad esempio nelle infrastrutture territoriali.

Tra le iniziative in programma, una giornata interamente dedicata a sostenere la cultura e la promozione del welfare e della previdenza complementare. Il Welfare Day si svolgerà l’11 aprile 2019 con 7 appuntamenti a livello provinciale e ben 52 eventi organizzati su tutto il territorio veneto.