Lavoro, in Veneto più 1000 posti tra giugno e settembre

La Bussola di Veneto Lavoro, che a partire da ottobre sarà pubblicata con cadenza mensile, conferma le tendenze osservate negli ultimi mesi. Gli effetti dell’emergenza Covid-19 hanno prodotto un calo di 44.500 posizioni lavorative rispetto al 2019, lieve recupero negli ultimi mesi con la ripresa delle assunzioni. Tra giugno e settembre saldo positivo circa 1.000 posizioni lavorative in più.

La Bussola sul mercato del lavoro veneto, il tradizionale approfondimento statistico dell’Osservatorio di Veneto Lavoro sulle dinamiche dell’occupazione in regione, diventa a cadenza mensile.

A partire da questo numero sarà quindi possibile conoscere con ancora maggiore puntualità le principali tendenze del lavoro dipendente nel settore privato, con particolare riferimento ai tre contratti più diffusi (tempo indeterminato, tempo determinato e apprendistato), sintetiche indicazioni sulle altre forme contrattuali e un focus sulla disoccupazione.

Il numero di ottobre consente di analizzare i dati di chiusura del terzo trimestre 2020, che confermano gli effetti negativi del prolungato lockdown imposto a seguito dell’emergenza Covid-19, ma anche il recupero occupazionale verificatosi a partire da giugno.

Nei primi nove mesi dell’anno l’effetto della pandemia ha comportato una riduzione pari a -44.500 posizioni di lavoro rispetto all’analogo periodo del 2019, con un calo concentrato nella prima metà del 2020 e solo in parte compensato dai risultati del terzo trimestre, che si è chiuso con un saldo positivo netto di 1.000 unità e un bilancio nettamente migliore rispetto a quello del 2019, quando si era registrato un saldo trimestrale pari a -16.500 posizioni lavorative.

Il risultato è frutto prevalentemente del forte calo delle assunzioni avvenuto nel corso dell’anno (-47% nella fase più acuta dell’emergenza) soprattutto in relazione ai contratti a tempo determinato solitamente attivati nei settori legati al turismo e che ha determinato negli ultimi mesi, insieme al divieto di licenziamento, una contestuale riduzione delle cessazioni.

Il turismo è infatti il settore più colpito, nel quale si concentra il 37% della perdita occupazionale complessiva registrata nel 2020 rispetto ai primi nove mesi del 2019 (-16.300 posizioni lavorative nel confronto tra i due periodi). A seguire il metalmeccanico (-5.000), la logistica (-4.000) e il commercio (-2.000).

Solo due settori, editoria-cultura e servizi finanziari, hanno mostrato un saldo occupazionale migliore rispetto al 2019, seppure su valori assoluti marginali. Guardando al calo della domanda di lavoro, ovvero del numero di assunzioni, che più fedelmente descrive gli effetti della pandemia, proprio l’editoria-cultura registra uno dei dati più negativi (-64%), superato solo dall’occhialeria (-70%) e seguito da turismo (-40%), settore moda (-35%) e metalmeccanico (-31%). Su questo versante, risultati positivi si osservano invece nell’industria farmaceutica, stabili agricoltura e sanità.

A livello territoriale, il costo più alto è pagato dalle province dove le attività stagionali hanno un’incidenza maggiore: Venezia perde oltre 14.000 posti di lavoro rispetto al 2019, Verona 12.000. Segno meno anche a Padova (-6.000), Treviso (-5.800), Vicenza (-3.900), Belluno (-2.000) e in misura più limitata a Rovigo (-300). Per tutte le province, fatta eccezione per Treviso, il terzo trimestre vede un’inversione nei saldi tendenziali, che diventano tutti positivi, con una generalizzata ripresa delle assunzioni.

Riguardo all’andamento della disoccupazione, limitandosi agli ingressi in stato di disoccupazione amministrativa registrati dai centri per l’impiego della regione, il flusso delle dichiarazioni di immediata disponibilità (DID) nei primi nove mesi dell’anno è diminuito dell’11%, quale esito di diverse cause: il lockdown, l’effetto scoraggiamento sempre rilevabile nei periodi di crisi economica e le misure di salvaguardia dei posti di lavoro, blocco dei licenziamenti per motivo oggettivo ed estensione della cassa integrazione a buona parte della platea dei lavoratori dipendenti su tutte, che hanno contribuito a limitare le cessazioni di rapporti di lavoro.

La Bussola sul mercato del lavoro veneto nel terzo trimestre 2020 è disponibile nella sezione dedicata del sito di Veneto Lavoro.

Il quadro completo del mercato del lavoro veneto regionale sarà oggetto di una nuova pubblicazione, denominata “Il Sestante”, che sarà pubblicata trimestralmente insieme all’aggiornamento dei dati navigabili resi disponibili nella sezione dedicata del sito di Veneto Lavoro.