Lavagnoli, CIA Verona: «Nella vendemmia 2021 maggiore qualità»

Il presidente di CIA Verona Andrea Lavagnoli racconta ai nostri microfoni della ripresa del settore fieristico e vinicolo, con una menzione speciale ai giovani agricoltori che si stanno mettendo in gioco negli ultimi anni.

Andrea Lavagnoli, presidente CIA Verona ha raccontato ai nostri microfoni dell’evento di Vinitaly Special Edition, la nuova versione di Vinitaly, e ha tracciato un bilancio sull’agricoltura del 2021, tra qualità e innovazione.

«Tornare alla vita “normale” è fondamentale da un punto di vista sociale, non solo economico. Facciamo riferimento a una fiera importantissima, Vinitaly, fiore all’occhiello della nostra città. Il fatto che questa fiera si tenga comunque, seppur in maniera diversa e incentrata soprattutto sul B2B, lancia un messaggio importante. Il vino è importante e Verona è tra le capitali italiane del settore», delinea Lavagnoli.

Una stagione interessante, quella del vino di quest’anno: in calo le quantità ma in aumento la qualità, come racconta Lavagnoli. «Si sente speso parlare di “vendemmia del secolo” e il 2021 potrebbe rappresentare questo caso: quest’anno infatti le quantità sono leggermente inferiori, ma la qualità è eccezionale. Facendo dei confronti con esperti del settore, mi è stato detto che l’uva ha molto colore e molto grado quest’anno. Questo 2021 potrebbe dunque essere davvero l’annata del secolo. Il miglior modo di ripartire, quindi».

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Piaga che anche quest’anno è tornata è la cimice asiatica: «La cimice asiatica negli ultimi anni è stato un vero e proprio flagello: nell’ultimo anno anche a livello regionale sono stati stanziati dei fondi per venire incontro alle aziende che hanno avuto problemi enormi e drammatici. Il lancio della vespa samurai sta aiutando, gli effetti si vedranno con il tempo però».

Menzione speciale per i giovani, che si sono addentrati nel comparto agricolo. «Sicuramente la mia è una generazione di giovani che ha preso le redini dei nonni: i nostri genitori sono quelli infatti che sono scappati dalla campagna. Nel frattempo l’agricoltura è cambiata ed è cambiato il modo di fare redditività. Ci sono dei bellissimi esempi di giovani che sono o ritornati o si sono addentrati ex novo in questo mondo. Inserire in azienda agricola menti nuove, fresche e con nuove e rinnovate conoscenze dona sicuramente una visione del mondo più ampia e diversa che può aiutare il nostro Paese», conclude Lavagnoli.

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