L’Area Exp di Cerea in crisi: la richiesta di aiuto a Conte

La Fabbrica Srl, che gestisce l'Area Exp di Cerea, non ha potuto accedere al finanziamento a fondo perduto in quanto viene equiparata a un ente pubblico. Molti gli eventi in programma saltati a causa della pandemia. Il presidente Ongaro: «Anche i prossimi mesi saranno difficili, soprattutto se lo Stato non dimostrerà l’attenzione necessaria verso il nostro settore».

Dalla pagina Facebook di Area Exp Cerea.

Il settore fieristico è in ginocchio e la crisi economica causata dal Covid 19 sta colpendo anche la Fabbrica Srl, società che gestisce l’Aerea Exp a Cerea, tanto da spingere il presidente Massimo Ongaro a scrivere una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

«Fino ad oggi si è sentito solo un teorico sostegno, ma nessun aiuto concreto. Abbiamo chiesto al governo maggiore attenzione verso le realtà fieristiche come la nostra e quindi ad un comparto che ha nell’aggregazione e nell’affluenza di persone il suo pane quotidiano. Il sistema è a rischio collasso e con esso anche numerosi posti di lavoro. Servono al più presto azioni concrete da parte delle istituzioni».

La Fabbrica srl, società interamente partecipata dal Comune di Cerea, non ha potuto inoltre accedere al finanziamento a fondo perduto in quanto viene equiparata a un ente pubblico. Come se non bastasse, la pandemia ha interrotto bruscamente una fase di crescita da parte dell’Area Exp. Il trend estremamente positivo del fatturato (294mila e 849 euro nel 2017, 341mila e 100 euro nel 2018, 433mila e 664 del 2019) era legato al considerevole aumento del numero di eventi offerti (40 nel 2017, 46 nel 2018, 97 nel 2019).

Il sindaco di Cerea Marco Franzoni sottolinea: «Servono da parte del governo azioni concrete e incisive, che non si limitino a istituire generici fondi di sostegno. Occorre una strategia a livello nazionale che sappia rilanciare un comparto in profonda crisi, che sta perdendo terreno in Europa e nel mondo, e tutto ciò che ruota al made in Italy».

Secondo il primo cittadino «le difficoltà sono tante e tra tutti gli operatori del settore alberga un’estrema incertezza per l’affluenza di pubblico. In aggiunta, le disposizioni dettate dal protocollo anti-Covid ad oggi vigente, portano alla diminuzione sostanziale del numero possibile di espositori, come ad esempio nel caso della “Fiera dell’Elettronica” di Cerea, con conseguente drastica diminuzione dei ricavi. In questo scenario, Area Exp sta tentando di rimettere in moto la sua macchina organizzativa per cercare, attraverso la creazione di alcuni eventi, di riportare per quanto possibile un po’ di avventori presso la sua splendida area espositiva».

Il presidente Ongaro aggiunge: «Come Area Exp abbiamo già provveduto a ribassare i listini prezzi per cercare di venire incontro alle mutate esigenze degli organizzatori, ma questo, alla luce dei fatti, porta solamente a una diminuzione delle entrate perché le incertezze del momento non danno molto spazio a speranze di rivedere i flussi di visitatori dei mesi passati. La Fabbrica srl ha inoltre adottato tutte le misure economiche e finanziarie possibili, messe a disposizione dal governo, ma tra l’altro dal 12 settembre la cassa integrazione Covid non è più gratuita».

Il 2020 avrebbe visto l’inserimento di nuovi eventi, con la presenza di nomi importanti del panorama culturale nazionale. «Iniziative che avrebbero sicuramente portato ancora più lustro ad una struttura che, per via della sua versatilità, si presta a molteplici tipologie di aggregazione e che rappresenta un importante punto di riferimento per tutto il territorio. Sono eventi che avrebbero portato benessere a tutto l’indotto, a cominciare dai ristoranti, bar, alberghi, bed and breakfast, sparsi nella provincia. Non ci facciamo facili illusioni: anche i prossimi mesi saranno difficili, soprattutto se lo Stato non dimostrerà finalmente l’attenzione necessaria verso il nostro settore», conclude Ongaro.