L’agricoltura è rosa, un’azienda su quattro è guidata da donne

Nella provincia di Verona le imprenditrici agricole di Coldiretti rappresentano circa il 30% della base sociale. Chiara Recchia, responsabile di Donne Impresa Verona afferma: «Sono proprio le “imprese in rosa” quelle ad avere i successi maggiori sul fronte della multifunzionalità e dell’innovazione».

Nella provincia di Verona, come in tutta l’Italia, le imprenditrici agricole di Coldiretti rappresentano circa il 30% della base sociale, a dimostrazione che le donne hanno ripreso in mano la campagna, magari dei genitori o del marito, molte altre invece hanno deciso di cambiare mestiere e di dedicarsi alla terra. L’approccio a questa scelta professionale quindi non avviene più per destino ma per convinzione, indipendentemente dall’età, tanto che più di un’azienda agricola su quattro è guidata da donne.

«Il ruolo delle donne nelle imprese agricole veronesi – evidenzia Chiara Recchia, responsabile di Donne Impresa Verona –  è sempre più rilevante: negli ultimi anni, le imprenditrici agricole hanno registrato numeri in crescita e sono proprio le “imprese in rosa” quelle ad avere i successi maggiori sul fronte della multifunzionalità e dell’innovazione, dall’agriturismo alle fattorie didattiche e sociali, dalla gestione di aziende vitivinicole e olivicole alla coltivazione di semi antichi».

«Nell’attività imprenditoriale agricola – evidenzia la Coldiretti – le donne hanno dimostrato capacità di coniugare la sfida con il mercato e il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale, a contatto con la natura assieme alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità».

«Importante anche la “quota giovane” con oltre il 10% delle aziende femminili guidate da ragazze under 35 – continua Coldiretti – che hanno puntato sull’uso quotidiano della tecnologia per organizzare sia il lavoro che lo studio, magari usando lo smartphone per gestire on line acquisti dell’aziende vitivinicole e prenotazioni in agriturismo».

Le donne sono anche promotrici di iniziative riguardanti l’educazione alimentare nelle scuole. «Da anni – aggiunge Chiara Recchia – realizziamo progetti rivolti alle nuove generazioni per sensibilizzarle alle buone abitudini dell’alimentazione, della stagionalità dei prodotti, del consumo a kilometro zero nonché del rispetto per l’ambiente. In questo modo è possibile diffondere anche alle famiglie una cultura che renda le persone più consapevoli e responsabili degli stili di vita sani». 

«Riuscire a coniugare in forma responsabile attività produttiva e servizi alla persona, visione imprenditoriale e progetti di filiera, ragioni private e bene comune è il progetto ambizioso che Coldiretti – conclude Recchia – sta contribuendo a realizzare, mettendo a sistema le esperienze delle imprenditrici agricole sul territorio italiano».