La vendemmia gioca d’anticipo, la raccolta parte da metà agosto

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La vendemmia, quest’anno, bussa alle porte dei viticoltori prima del previsto grazie al clima e alle piogge che hanno contribuito ad un’ottima maturazione dell’uva in tempi più brevi. Buona produzione ma prezzi in ribasso soprattutto per il Custoza, il Soave e il Pinot Grigio.

Un clima clemente e una maturazione perfetta. Sono questi i presupposti che stanno guidando i viticoltori veronesi verso una vendemmia anticipata di circa 5-6 giorni rispetto al solito, soprattutto per le uve precoci, come il Pinot Grigio.

È quanto emerge dal comunicato inviato da Confagricoltura che fa notare l’andamento positivo della produzione: “Il tempo è stato favorevole, con il giusto caldo e le piogge che hanno fatto crescere molto bene l’uva. – afferma Christian Marchesini, presidente provinciale e regionale dei viticoltori di Confagricoltura – Prevediamo che la raccolta parta dal 15 al 20 agosto, con una forbice di 10 giorni tra la zona del Soave e quella di Caprino. La qualità è molto buona e la produzione è abbondante, soprattutto per le uve bianche”.

Ottima produzione, ma prezzi in ribasso “soprattutto per il Custoza, il Soave e il Pinot Grigio. Una situazione dovuta all’aumento del costo delle uve nel 2017 a causa della penuria del prodotto, che ha portato a una riduzione delle vendite a livello internazionale. – continua Marchesini – Dovrebbe fare eccezione il Valpolicella, che da quattro anni tiene molto bene il mercato”.

Momento di particolare difficoltà per il Pinot Grigio delle Venezie, che non riesce ancora a decollare sul mercato: “Ci aspetta ancora un anno di sofferenza, dovuto al periodo di transizione dall’igp al doc – spiega Marchesini -. A rallentare il mercato sono le scorte dell’igt, che non sono ancora terminate. Nel luglio 2019, quando il sistema entrerà a pieno regime, non si potrà più imbottigliare l’igt e a quel punto la situazione dovrebbe stabilizzarsi. Solo allora potremo avere una fotografia reale dell’andamento della doc”.

Tasto dolente anche per quanto riguarda i voucher, con la paura per le aziende che il governo non riesca a introdurli prima della vendemmia 2018: “Il contratto di prestazione occasionale è costoso, burocratico e complicato – sottolinea il presidente dei viticoltori – Ci auguriamo che si torni a un sistema ottimale e flessibile carato sulle attività stagionali, considerato che nel 2016, l’ultimo anno in cui i voucher sono stati impiegati, il loro impiego in agricoltura in provincia di Verona è stato pari al 6,5%”.