La Doc Pinot Grigio iscritta nel Registro Europeo

La Commissione Europea ha iscritto il Pinot grigio "Delle Venezie" nel registro E-Bacchus, la banca dati delle indicazioni geografiche e delle menzioni protette nella Comunità Ue per i vini.

Dopo il riconoscimento della DOC del Pinot Grigio a livello nazionale, adesso arriva anche la protezione della denominazione da Bruxelles. Con l’approvazione del regolamento di esecuzione 2020/1064 che ne consente quindi l’iscrizione nel registro europeo,  la Commissione Europea ha iscritto il Pinot grigio “Delle Venezie” nel registro E-Bacchus, la banca dati delle indicazioni geografiche e delle menzioni protette nella Comunità Ue per i vini. A dare comunicazione ufficiale dell’iscrizione europea sono l’assessore regionale all’agricoltura del Veneto e il presidente del Consorzio Albino Armani.

A seguito delle opportune verifiche e valutazioni, la Commissione ha ritenuto che la Doc avesse tutte le carte in regola per essere tutelata ed entrare a far parte del registro europeo delle denominazione di origine Dop e Igp, oggetto di protezione anche in sede di accordi bilaterali con gli altri Paesi. 

«Questo è un traguardo che tagliamo con soddisfazione e un punto fermo su cui costruire il futuro della Doc delle Venezie – sottolinea l’assessore veneto –  E’ stato un iter lungo e non semplice. E’ durato oltre tre anni e ha coinvolto tre regioni: Veneto, Provincia Autonoma di Trento e Friuli Venezia Giulia. La collaborazione tra queste regioni ha permesso di mettere da parte gli interessi dei singoli, per trovare un denominatore comune che portasse alla valorizzazione del Pinot grigio, e la sua messa in sicurezza in tutta Europa. Oggi possiamo parlare della più grande doc italiana, con 27.000 ettari, di cui oltre la metà in Veneto, coltivati da 10 mila viticoltori ed una produzione di 250 milioni di bottiglie, vale a dire l’85 per cento della produzione italiana di Pinot».   

«A questo punto – prefigura l’assessore –  l’ultimo passaggio sarà il riconoscimento da parte del Ministero del Consorzio di tutela che potrà così assumere piena operatività, agendo erga omnes,  guidando la doc e la sue filiera verso le sfide che la attendono».