La crisi della filiera dell’olio extravergine italiano

Centomila posti di lavoro in meno nella filiera italiana dell’olio extravergine d’oliva. È quanto emerso dall’analisi della Coldiretti presentata in occasione dell’incontro con il vicepremier e Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi di Maio sull’emergenza del settore in Puglia.

La Puglia è la regione dove si produce più della metà dell’olio italiano. Quella del 2018 è stata però una delle peggiori annate di sempre: Coldiretti ha registrato un crollo del 65% del raccolto. Le cause di questa crisi della più grande industria green del Sud sono il clima e la Xylella, che continua ad avanzare verso nord. Il conto dei danni ha raggiunto 1,2 miliardi di euro.

Il trend negativo rischia di diventare irreversibile se non si interviene con strumenti adeguati per affrontare l’emergenza e rilanciare il settore. La Coldiretti riporta che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Ministro per il Sud Barbara Lezzi nel recente incontro di Lecce hanno garantito 300 milioni di euro di risorse aggiuntive.

Quello che serve è una strategia condivisa tra il Ministero all’Agricoltura, il MISE e il Ministero per il Sud per rendere operativo il Piano, approvato il 13 febbraio scorso in Conferenza Stato-Regioni. Tra le misure fondamentali per il settore: l’integrazione al reddito per 5 anni per i frantoi che dimostrino di restare attivi e produttivi e il sostegno all’occupazione attraverso l’esonero dei contributi previdenziali e gli sgravi dei contributi per i lavoratori.