#Italialive chiede un confronto sul settore congressi

#Italialive chiede ai ministeri competenti un confronto su un tavolo unificato per dare risposte concrete al comparto eventi e congressi, fermo da ormai un anno.

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Federcongressi insieme a #Italialive, il manifesto che riunisce le associazioni del comparto, invia una nota in cui denuncia l’assenza di risposte e sostegni al settore eventi.

«Ancora una volta il settore dei congressi, dei convegni e degli eventi aziendali e privati non rientra tra le priorità del Governo per portare il Paese verso una nuova normalità. I ristori previsti nel Decreto Sostegno purtroppo continuano a sottovalutare l’impatto del Covid sulle imprese e professionisti del settore, completamente ferme da ormai 13 mesi e per le quali non è ancora stata contemplata nessuna possibilità di apertura. Sono centri congressi, location per eventi aziendali, privati e culturali, agenzie specializzate nella loro creazione e produzione, catering, allestitori, organizzatori di cerimonie, interpreti e molte altre aziende e professionisti di settore in attesa da dicembre 2020 dello sblocco e dei fondi già stanziati dal MIBACT (320 ml) e il cui decreto attuativo non è mai stato discusso con le parti interessate con la conseguente non apertura del bando per la presentazione delle richieste».

«L’attuale Decreto Sostegno, che stanzia l’esigua somma di 100 ml, rimanda ad un ulteriore decreto la possibilità delle imprese di avere un aiuto concreto ed immediato generando ulteriori gravi problemi di sussistenza per una intera filiera che produce ricadute economiche importanti su tutti i comparti produttivi nazionali ed è un motore fondamentale per la promozione del turismo e del made in Italy. Ormai purtroppo non c’è solo un problema di entità delle risorse, ma anche di tempo».

«Nonostante la resilienza di tutti gli addetti, il nostro continua ad essere ad oggi l’unico settore che dall’inizio dell’emergenza Covid19 è sempre rimasto sostanzialmente chiuso e non ha avuto attenzioni concrete da parte del Governose non solo parole rispetto ai ristori necessari, per altro non adeguati all’entità del giro d’affari che rappresenta, e in parte già stanziati ma non ricevuti – ribadisce con forza  Salvatore Sagone, presidente del Club degli eventi e della Live Communication e portavoce nei rapporti con i media di #Italialive -. In questa fase così importante per il paese la voce della event Industry e filiere connesse esprime tutta la propria angoscia e frustrazione. Non vogliamo rischiare, ancora una volta, di essere dimenticati».

«Comprendiamo tutte le ragioni di merito ma siamo ormai davvero esasperati – aggiunge Alessandra Albarelli, presidente di Federcongressi&eventi e portavoce dei rapporti istituzionali e politici di #Italialive -. Nonostante i confronti con i rappresentanti di riferimento del nuovo Governo ecco che i nuovi provvedimenti gettano ancora di più nella disperazione migliaia di imprese e professionisti che da un anno sono sostanzialmente, sotto gli occhi di tutto il Paese, fermi e senza lavoro. Chiediamo ai Ministeri competenti del Turismo, Sviluppo Economico, Economia e Finanze e al Commissario Straordinario Generale Paolo Figliuolo, un confronto su un tavolo unificato in grado di affrontare con urgenza e concretezza la questione, per cercare di dare entro i prossimi giornirisposte concrete e almeno un orizzonte a migliaia di imprese». 

«Fondamentale sottolineare, da non sottovalutare e ribadire che, grazie alla responsabilità di tutti i professionisti del comparto, il settore dei congressi e degli eventi è estremamente professionalizzato, sicuro e pronto anche per dare un contributo concreto mettendo a disposizione competenze e strutture per la campagna di vaccinazione Covid-19. I centri congressi, gli alberghi e tutta la filiera connessa all’organizzazione degli eventi hanno investito ingenti risorse in sistemi di sanificazione, si sono dotati e applicano protocolli di sicurezza stabiliti nelle “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative” elaborati da Federcongressi&eventi e approvati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome al pari del comparto Museale che sta riaprendo e nondimeno continuiamo ad essere esclusi tra l’indifferenza generale».

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