Mercati esteri? Le Pmi del Nord Italia alla prova pratica

Oltre 1000 incontri b2b che hanno visto accorrere più di 500 partecipanti. Nel segno dell’internazionalizzazione, non solo invocata ma anche e soprattutto praticata, si è conclusa le 27a Convention Mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, organizzata dalla Camera scaligera e da Assocamereestero.

20 minuti, 75 Camere di Commercio del Belpaese sparse per il mondo che hanno trovato approdo oggi negli spazi della Camera veronese. Si sono sedute al tavolo con i loro interlocutori prediletti: gli imprenditori. Sono venute in rappresentanza dei 54 Paesi dove hanno messo radici e dove ogni giorno svolgono il mestiere di sentinella per le imprese italiane che vogliano aprirsi all’estero. Il 46 percento delle aziende nostrane opera fuori dalla penisola appoggiandosi al sistema camerale che rende più agile l’accesso ai mercati stranieri, superando ostacoli normativi, linguistici, culturali. Non mancano esiti interessanti a livello di business. A Vancouver, ad esempio, Ilaria Baldan,  segretario generale della locale Camera di Commercio Italiana segnala come sia radicata la comunità asiatica sul territorio e quali relazioni abbiano intrecciato assieme.

300 gli imprenditori presenti che hanno messo sul tavolo i temi che premono: come i dazi o la tassazione.  Tra loro anche Yorgos Lazariotis di origine greca ma naturalizzato in Italia, che opera nel comparto dalla cosmetica e ha dialogato con le Camere Italiane in Grecia e in Spagna.

Incontri one to one che scendono nell’operatività e che chiudono anche idealmente la Convention Mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’estero.

 

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