Inserimento lavorativo: a Verona intesa tra cooperazione e sindacati

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Progetti occupazionali e inserimento lavorativo: le organizzazioni datoriali della cooperazione veronese e dei sindacati sono i primi ad aver sottoscritto un’intesa collettiva territoriale per escluderli dal calcolo dei tempi determinati.

I datori di lavoro che ricorrono alla stipula di contratti a tempo determinato si trovano spesso alle prese con il rispetto dei limiti percentuali previsti dalla contrattazione collettiva che, come regola generale per il CCNL delle Coop Sociali, li attesta sulla percentuale del 30% rispetto all’organico dei dipendenti in forza a tempo indeterminato nell’anno a cui si riferisce l’assunzione.

Confcooperative Verona, Legacoop, CGIL, CISL, UIL hanno sottoscritto un’intesa, unica a livello provinciale, che riguarda l’esclusione dalla base di computo per il calcolo dei tempi determinati di lavoratori assunti con progetti occupazionali o di inserimento lavorativo dalle cooperative sociali di tipo B associate alle Centrali Cooperative firmatarie dell’accordo. Rapporti di lavoro, necessariamente a termine e con il fine della positiva ricollocazione nell’ordinario mercato del lavoro, che dunque non rientreranno, previo passaggio in CMPP, nel limite di contingentamento previsto dall’art. 25 del CCNL delle Cooperative Sociali.

L’accordo va nella direzione intrapresa dalla Regione Veneto, che promuove un sistema di politiche attive del lavoro finalizzato all’inclusione sociale e lavorativa dei soggetti più deboli delle filiere produttive, con l’obbiettivo di rafforzare un welfare basato non solo su principi assistenziali, ma anche su politiche occupazionali sul medio-lungo periodo. Tali politiche prevedono strumenti quali lavori di pubblica utilità e ad impatto sociale, cittadinanza attiva insieme a servizi di orientamento e accompagnamento per aumentare le prospettive occupazionali dei destinatari. Questi ultimi si identificano, ad esempio, con disoccupati di lunga durata, fasce deboli e svantaggiate, persone prive di ammortizzatori sociali, sprovviste di trattamento pensionistico, a rischio di povertà ed esclusione sociale, domiciliate in Veneto e con più di 30 anni di età.

Erica Del Degan Federsolidarietà Verona
Erica Del Degan

Le iniziative possono essere attuate con partenariati pubblico-privati a cui possono aderire, oltre ai Comuni o loro enti in qualità di capofila e da almeno un soggetto accreditato per i Servizi al Lavoro, organismi senza scopo di lucro, ONG, fondazioni, consorzi, cooperative sociali e associazioni, a cui può essere affidata la gestione dei contratti di lavoro. In questo contesto le cooperative sociali di tipo B, vocate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, rappresentano l’interlocutore ideale per i Comuni, in virtù del loro legame territoriale e del fine di inclusione sociale perseguito. Nella Provincia di Verona un ruolo primario nelle politiche regionali per il lavoro è svolto dai Patti Territoriali per il Lavoro che, unendo 74 comuni, danno origine ad una rete per il contrasto della crisi economica e sociale, dei fenomeni di precarietà e di irregolarità. ”L’intesa tra parti sociali – sottolinea la Presidente di Federsolidarietà Verona Erica Dal Degan – ci permette di continuare a dare risposte immediate al crescente fabbisogno di inclusione sociale delle persone in difficoltà sul nostro territorio. È sempre positivo quanto organizzazioni datoriali e sigle sindacali si muovono assieme verso un obbiettivo condiviso – prosegue – e con quest’accordo siamo riusciti, ancor di più, ad avvicinare il mondo della Cooperazione Sociale di Verona alle progettualità della Regione in materia di Politiche attive del lavoro”.

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