Rifiuti: addio al Sistri, arriva il Registro elettronico

Abolito il Sistri, arriverà un nuovo sistema per tracciare i rifiuti delle imprese: il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti. Il nuovo strumento, istituito dalla Legge di conversione del D.L. Semplificazioni, diventerà operativo, però, solo attraverso un futuro regolamento del Ministero dell’Ambiente. Soddisfatto a metà il presidente di Confartigianato Andrea Bissoli: ): “Morto un Sistri se ne farà un altro? Pronti a riprendere la battaglia”

“Non c’è ancora nulla di definito – interviene Andrea Bissoli, Presidente di Confartigianato Verona –, ma quello che pare certo è che sono state messe le mani avanti… e che il rischio è che finiranno nuovamente nelle tasche delle imprese, con costi di gestione tutti ancora da quantificare”.

L’iscrizione al Registro, molto probabilmente a partire dal 2020, comporterà il versamento di un diritto di segreteria e di un contributo annuale finalizzato ad assicurare l’integrale copertura dei costi di funzionamento del sistema. Gli importi dovuti e le modalità di versamento saranno stabilite da un apposito Decreto e saranno oggetto di aggiornamento triennale.

I principali soggetti obbligati alla registrazione saranno gli enti e le imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti; i produttori di rifiuti pericolosi (con il Sistri erano soggetti obbligati le imprese con più di dieci addetti solo se producevano rifiuti pericolosi); enti e imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale; commercianti e intermediari di rifiuti pericolosi; consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti.

Per il momento, però, fino al termine di piena operatività del Registro elettronico, il tracciamento dei rifiuti continuerà ad essere soddisfatto con l’adempimento degli obblighi attualmente in vigore: registri cartacei di carico e scarico, formulario di trasporto e MUD. Alle violazioni si applicherà l’ordinario sistema sanzionatorio già in vigore.

Abbiamo apprezzato, considerandola una vittoria epocale contro un’assurdità all’italiana, l’abolizione del Sistri – sottolinea il Presidente di Confartigianato Verona –, un mostro senza senso e scopo che non ha mai funzionato e che per 8 anni è rimasto appeso come una spada di Damocle sulla testa degli imprenditori, che lo hanno addirittura pagato. Purtroppo, come avevamo paventato fin da subito, è più che mai d’attualità il rischio che, morto un Sistri, se ne faccia un altro. La direzione è quella e come Confederazione nazionale dell’artigianato siamo pronti a riaprire il fronte della battaglia per tutelare le imprese, ribadendo che non siamo mai stati contro le finalità positive del tracciamento dei rifiuti, ma abbiamo lottato e continueremo a lottare per impedire che, semplicemente cambiando il nome di un adempimento obbligatorio, si pensi di poter riproporre un meccanismo ‘spilla-denaro’ e burocraticamente oneroso”.