Donne e stranieri, la diversity premia l’economia veronese

L’economia veronese premia donne e stranieri. Lo rivela il rapporto 2018 stilato dalla Camera di Commercio di Verona. Al 31 dicembre scorso infatti risultavano iscritte alla Camera di Commercio 19.079 imprese femminili e 10.901 imprese straniere, rispettivamente il 19,8% e l’11,3% del totale delle imprese registrate (96.344, di cui 85.975 attive). La prima categoria registra una crescita di +106 unità rispetto al 2017 nel rapporto iscrizioni/cessazioni, e un tasso di crescita dello 0,6%.

Si tratta per lo più di imprese individuali (12.319, pari al 64,6%), seguite dalle società di capitale (3.803, il 19,3%), dalle società di persone (2.513, pari al 13,5%) e dalle “altre forme” (cooperative, consorzi, ecc.) che, con 444 imprese,
rappresentano il 2,3% delle imprese femminili veronesi.

Le imprese a maggioranza rosa si concentrano prevalentemente nel settore dei servizi alle imprese e alla persona (complessivamente il 34,1%), nel commercio (il 23,5%) e nell’agricoltura (il 16,4%). Tra i settori che presentano il più elevato “tasso di femminilizzazione” (cioè l’incidenza sul totale delle imprese, femminili e non) troviamo i servizi alla persona (con il 50,3%), i servizi di alloggio e ristorazione (31,6%) e il commercio (22,0%).

Sul dato delle imprese straniere bisogna distinguere fra imprese “comunitarie” (totale attive 2.799, pari al 25,8%) ed “extracomunitarie” (ben 8.063, pari al 74,2%).  Saldo positivo per entrambe le categorie: l’indagine registra infatti per le prime un saldo di  +330 ( di cui un +141 di società di capitali) , per le seconde la crescita raggiunge le +277 unità. Il 31,5% delle imprese classificate come extra-UE opera nel commercio (2.538 imprese), il 24,3% (pari a 1.961) è concentrato nel settore delle costruzioni, il 9,2% (738 imprese) nelle attività sei servizi di alloggio e ristorazione, mentre il 7,1% pari a 576 unità nelle attività manifatturiere.

Se andiamo a vedere i dati assoluti relativi alle imprese registrate nel 2017, il dato è incoraggiante: saldo positivo infatti del numero delle imprese che svolgono attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+235 unità in un anno corrispondente al +1,9%), le attività imprenditoriali impegnate nei servizi alle imprese (+1,9%, +222 in valori assoluti) e nei servizi alla persona (+1,9%, + 90 imprese).

È da sottolineare che la polisettorialità (= diversificazione delle attività produttive) rappresenta il vero punto di forza della città di Verona. L’equilibrio di settori vincenti come l’agricoltura (Verona è prima provincia italiana esportatrice di vino e seconda per export di ortofrutta), l’industria alimentare, i macchinari e la termomeccanica, il marmo e la moda (abbigliamento e calzature) nonché il turismo ha permesso alla città di superare con determinazione le crisi finanziarie degli ultimi anni.