“Impresa femminile”, è ora di riscrivere la definizione
È nata nel 1992, è cresciuta e oggi deve essere ampliata e integrata nella sua definizione per rispondere alle esigenze dell’economia reale. “1992-2021. È tempo di riscrivere l’impresa femminile. La nostra proposta di legge” è il tema del convegno promosso sabato 20 novembre a Palazzo della Gran Guardia da APIDonne Confimi Verona in collaborazione con il Gruppo Donne di Confimi Industria e il Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Verona con il patrocinio del Comune di Verona.
Sono oltre 1 milione e 300 mila le imprese femminili in Italia, circa 1 su 5 (dati Unioncamere), ma potrebbero essere molte di più. A restringere il campo è la Legge 215/92 che considera impresa femminile la società cooperativa e la società di persone, costituita in misura non inferiore al 60% da donne, e la società di capitali le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai 2/3 a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i 2/3 da donne. Definizione ormai datata e inappropriata che si scontra con la realtà produttiva ed economica del nostro Paese composto per il 92% da PMI che sono per lo più a conduzione familiare, aziende e industrie che si tramandano di generazione in generazione, indistintamente a figlie e figli.
Per denunciare quanto queste percentuali siano penalizzanti e per favorire una revisione dei parametri anche in vista delle opportunità offerte dal PNRR, il Gruppo Donne di Confimi Industria si è reso promotore di una proposta di revisione della normativa, presentata alla Camera lo scorso 15 settembre, nella direzione di favorire le imprenditrici che si occupano attivamente della gestione d’impresa. Sfida che è al centro del dibattito promosso dal Gruppo Donne di Apindustria Confimi Verona, a pochi giorni dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
La mattina si apre alle 10.30 con gli indirizzi di saluto da parte di Francesca Briani, assessore alle Pari opportunità del Comune di Verona; di Giovanni Meruzzi, direttore vicario del Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università degli Studi Verona; di Federica Mirandola, presidente del Gruppo APIDonne Confimi Verona (nella foto di apertura).
Intervengono come relatori: Vincenza Frasca, presidente nazionale del Gruppo Donne Imprenditrici Confimi Industria; Andrea Caprara, professore di Diritto commerciale del Dipartimento di Scienze giuridiche dell’ateneo scaligero; Chiara Faccioli, referente per le Relazioni industriali di Apindustria Confimi Verona; Chiara Maffioli, imprenditrice veronese.
Coordina l’incontro la giornalista Simonetta Chesini.
Ingresso all’evento con Green pass.

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