Il reddito di cittadinanza, per punti

Dal mese di marzo è pronto il sito web dedicato al cosiddetto reddito di cittadinanza: la domanda potrà essere fatta direttamente online sul portale oppure ci si potrà recare ai Caf, i centri di assistenza fiscale delle organizzazioni sindacali.

A cura di Emiliano Galati, Segretario FELSA CISL Veneto

Fondamentale è predisporre il modello Isee del proprio nucleo familiare. Successivamente le Poste provvederanno a spedire le “carte di cittadinanza” ai beneficiari. I primi accrediti dovrebbero arrivare nel mese di aprile. Si tratta, nella sostanza, di un reddito minimo garantito per accedere al quale è necessario:

  • Cittadinanza italiana o nell’Unione europea. Residenza in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in via continuativa
  •  Valore Isee inferiore a 9.360 euro
  • Il limite del patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa di abitazione, di 30.000 euro
  • Un patrimonio finanziario non superiore ai 6.000 euro
  • Per chi percepisce la Naspi (l’assegno di disoccupazione) l’importo del reddito di cittadinanza sarà detratto dallo stesso sussidio.

Non si potrà accedere al beneficio se un componente del nucleo si è dimesso dal proprio lavoro nei 12 mesi precedenti alla richiesta, se negli ultimi due anni si è acquistata un’automobile oltre 1.600 cc di cilindrata o di una moto oltre i 250 cc o un’imbarcazione. Chi otterrà il reddito verrà contattato dai Centri per l’impiego e dovrà aderire a un percorso di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale, seguendo un percorso di riqualificazione professionale firmando un “Patto per il lavoro”. Si potrà rifiutare un’offerta al massimo due volte. La prima potrà essere fatta entro 100 km dalla residenza, la seconda entro 250km, la terza su tutta Italia. Superati 12 mesi anche la prima offerta sarà entro 250 km e dopo 18 mesi su tutto il territorio nazionale. Per le famiglie con persone con disabilità, le offerte di lavoro non potranno mai superare i 250 km.