Il caso Sabbiarelli: un successo interamente Made in Verona
Il caso di Sabbiarelli è un caso molto interessante di successo interamente Made in Italy e Made in Verona. Nati per caso, sono ora un prodotto forte sul mercato di Amazon. Ne abbiamo parlato con Alberto Ferrari, amministratore di Sabbiarelli e di Ferrari Granulati Marmi.
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Parliamo di Sabbiarelli. Com’è nato e che cos’è oggi?
L’azienda storica tratta di marmi macinati per l’industria edilizia. In concomitanza con la crisi del 2008 abbiamo cercato alternative fuori dal mercato dell’edilizia e abbiamo iniziato a sondare l’idea di utilizzare i nostri prodotti, dove abbiamo conoscenze e competenze, in altri settori. Con l’aiuto di mia moglie e di mia cognata abbiamo identificato nel campo del sand painting un mercato interessante, in modo particolare orientato ai bambini. Abbiamo rilevato che la tecnica era più orientata alla parte artistica per gli adulti, ma per i più piccoli non c’era molto. Da lì è nata l’idea di creare un gioco con la sabbia e chiamarlo “Sabbiarelli”, un brand registrato da Ferrari Granulati. Nel 2011 abbiamo fatto le prime versioni e i primi prodotti, progettati, assemblati e distribuiti partendo dalla nostra sede di Grezzana. Da quando è nato è stato sempre monitorato l’aspetto digitale, anche se abbiamo costruito una nostra rete di negozi a livello italiano. Tra le prospettive c’è l’apertura ai mercati esteri, in particolare Francia e Germania.
Com’è stato l’approccio sull’e-commerce e su Amazon? Vi aspettavate questo risultato?
In realtà dalla nascita del progetto avevamo puntato molto sull’e-commerce. Tantissimi giochi sono costruiti all’estero per un discorso di costi. Pertanto, quando abbiamo pensato a un prodotto 100% Made in Italy, ci siamo detti che dovevamo cercare di tenere la filiera più corta possibile e ridurre i passaggi al produttore finale, in modo da produrre un prodotto di ottima qualità ed essere competitivi sul mercato. Già nel 2011, al momento del lancio del prodotto, avevamo il nostro e-commerce e un’app per iOS. I primi anni non sono stati facili, penso che l’idea dell’acquisto online non fosse ancora così radicata nel tessuto nazionale. Il prodotto ha trovato uno sviluppo maggiore nella rete dei negozi specializzati. Intorno al 2013-2014 abbiamo aperto il nostro store su Amazon, sempre rispettando una politica di prezzi che salvaguardasse il mercato degli store fisici. L’impennata, sia sul nostro sito che su Amazon, è stata legata al discorso della pandemia, che ha visto un boom di acquisti per dare uno svago ai bambini in lockdown. Penso che questa nuova tendenza perdurerà nel tempo.
Quali sono i vostri progetti per il 2021?
Abbiamo iniziato a utilizzare in modo massiccio il programma paneuropeo di Amazon. È un programma molto interessante per prodotti come il nostro perché consente la spedizione del prodotto in una logistica italiana, e la distribuzione nei vari marketplace europei, per cui Francia, Germania, UK, Spagna e tra poco Olanda e Polonia. Tramite Amazon il prodotto viene distribuito in modo automatico, per garantire il servizio Prime e una distribuzione molto più capillare. Stiamo anche sviluppando una ricerca di distributori per Francia e Germania, per ampliare il nostro pacchetto clienti anche a livello europeo.
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