IceLab, l’industria veronese diventa 4.0

IceLab (Industry Computer Engineering) è un laboratorio con sede agli ex Magazzini Generali di Verona che si occupa di spostare le tecniche tipiche del progetto di applicazione informatica nel mondo produttivo, rendendo il progetto unico nel suo genere, e coronando Verona centro nevralgico dell'industria 4.0. Abbiamo intervistato il direttore del Dipartimento di Informatica dell'Università di Verona, Franco Fummi.

Abbiamo intervistato il dott. Franco Fummi, direttore del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Verona, per farci raccontare di IceLab, il laboratorio con sede agli ex Magazzini Generali e inaugurato il mese scorso, che ha reso Verona fulcro dell’ITC e dell’Industria 4.0.

Prof. Franco Fummi

«Il progetto è nato con un finanziamento del Ministero che è partito da un’analisi dei Dipartimenti di eccellenza, a cui è stato chiesto di presentare un progetto. Noi volevamo localizzare e spostare le tipiche tecniche dell’ingegneria informatica nel mondo industriale. Ci siamo infatti accorti che le linee di produzione delle aziende, progettate prima della cosiddetta rivoluzione dell’industria 4.0, non utilizzano tecniche tipiche dell’informatica ma di altri domini. Nell’industria 4.0 troviamo al centro della produzione il dato, che permette di controllare meglio le funzioni e renderle coerenti con quanto il mercato si aspetta. È da circa due anni che con un team di una trentina di colleghi del Dipartimento di Informatica lavoriamo per spostare le tecniche tipiche del progetto di applicazione informatica nel mondo produttivo. È stato necessario quindi costruire un ambiente di prova il più verosimile possibile, e così è nato il laboratorio ICE (Industrial Computer Engineering), negli spazi messi a disposizione dalla Fondazione Cariverona».

Aggiunge: «Questa linea di produzione non è frutto solo del nostro pensiero. Abbiamo creato un Industrial Advisory Board con una quarantina di aziende del territorio che ci hanno detto quali fossero le loro esigenze e cosa vorrebbero vedere in una linea di produzione, e di conseguenza abbiamo acquisito tutti i macchinari necessari alla linea. Ogni settimana mediamente abbiamo un’azienda in visita che si stupisce di trovare qualche strumento che riconosce, presente anche nella sua realtà».

Sull’affermazione di Verona come centro nevralgico dell’Industria 4.0 Fummi dice: «Posso dire che l’altro giorno un’azienda del torinese è venuta in visita da noi, e quando le abbiamo chiesto come mai fosse venuta proprio qui, a Verona, la sua risposta è stata: “Perché avete realizzato qualcosa di unico“. Il rapporto molto stretto che abbiamo con Siemens, leader europeo e globale, dimostra che ciò che stiamo costruendo e abbiamo costruito sia qualcosa di unico, che porta ad attività altrettanto uniche».

In partenza da quest’anno anche un nuovo corso di laurea magistrale, erogato interamente in lingua inglese, “Engineering for Robotic and Smart Industry”. Fummi lo descrive così: «Questa è stata una scommessa che stiamo vincendo. Vogliamo far capire che l’ingegnere informatico che entra in azienda deve avere competenze diverse dall’ingegnere informatico che lavora sui siti web o in una banca. Quindi abbiamo creato la figura dell’ingegnere informatico per la robotica e l’industria intelligente e, come profili professionali al termine del corso magistrale, una competenza nella progettazione di sistemi robotici, sistemi IoT (Internet of Things), assemblaggio macchine e integrazione linee di produzione e programmazione di queste ultime con tecniche basate su Intelligenza Artificiale. Le figure che produciamo sono l’ingegnere informatico che entra nelle linee produttive e si affianca agli ingegneri già presenti e porta le sue competenze sull’utilizzo di tutti i dati che la linea di produzione può generare e come l’analisi e la manipolazione di questi dati possa far crescere enormemente la qualità produttiva e l’efficienza».