Gli istituti veronesi sono pronti alla ripartenza scolastica?

Abbiamo intervistato il vicepresidente della provincia di Verona con delega all'edilizia scolastica David Di Michele, che ha fatto il punto sulla situazione degli istituti di Verona, in vista della ripartenza in presenza prevista per febbraio.

In merito alla ripartenza scolastica prevista per febbraio, abbiamo intervistato il vicepresidente della provincia di Verona con delega all’edilizia scolastica David Di Michele, che ha fatto il punto sulla situazione degli istituti di Verona.

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Riguardo gli interventi fatti a partire dal primo lockdown, Di Michele afferma: «Ci siamo attivati subito con i nostri tecnici in accordo con i dirigenti scolastici delle scuole superiori. Abbiamo effettuato una serie di sopralluoghi per valutare le esigenze degli istituti per quanto concerne l’ambito degli spazi. Come Provincia abbiamo in carico la gestione degli spazi, l’edilizia e la manutenzione ordinaria o straordinaria. Attraverso questi check-up abbiamo disegnato quindi una panoramica completa delle necessità e degli interventi da parte della provincia. Con il nuovo Dpcm in materia di sicurezza dovevamo seguire una serie di procedure e da lì è partito tutto l’iter di approvvigionamento di banchi, fornitura da parte nostra della segnaletica al fine di contenere e recuperare gli spazi necessari per garantire agli studenti l’inizio dell’anno scolastico. Abbiamo consegnato molti banchi e siamo stati la prima Provincia ad aderire al progetto Rigenera».

Sui nuovi interventi previsti per la ripartenza di febbraio: «La Provincia ha spinto sin da subito nell’ipotesi di riportare le prime e seconde superiori in presenza, e proseguire invece da remoto per le classi terze, quarte e quinte. Questo per arginare anche il grosso problema dei trasporti. Dopo mesi di chiusura, infatti, le aziende di trasporto erano carenti di personale per implementare le nuove linee. Allo stato attuale stiamo monitorando i nostri istituti per essere pronti in caso di un ritorno in presenza. Abbiamo un unico problema legato all’istituto Montanari, cresciuto negli anni in maniera esponenziale. Avevamo posto all’inizio del lockdown la necessità di fare la didattica a distanza presso questa scuola. Inizialmente la proposta era stata approvata, ma poi alcuni genitori hanno posto il dubbio e abbiamo dovuto rivedere la gestione iniziale. Ora stiamo cercando di recuperare alcune aule anche grazie alla collaborazione di altri enti e fondazioni che dovrebbero metterci a disposizione delle strutture, che poi noi adegueremo all’uso scolastico».

Conclude sulla spinosa questione dei trasporti: «So che sono stati fatti diversi incontri con il mondo dei trasporti. Secondo il mio punto di vista risiede proprio lì il nodo più critico. So che l’ATV si sta attivando per soddisfare le esigenze dal punto di vista della sicurezza dei nostri ragazzi e credo siano arrivate delle risorse economiche a supporto dell’azienda per venire incontro a tutti gli interventi che andranno ad allargare la tenuta e la gestione delle linee su tutto il territorio veronese. Siamo in attesa di vedere gli sviluppi, il 16 gennaio dovrebbe esserci il riepilogo della situazione epidemiologica e avremo informazioni più chiare».