Gli agriturismi veronesi in ripresa nel mese di settembre

Arriva un primo bilancio dell'estate post-lockdown veronese: lieve ripresa degli agriturismi nel mese di settembre, si è passati da una previsione di perdita dell'80% di fatturato al 60% in meno, salvo nuove ondate di contagi. Incrementate le attività all'aria aperta: dai "Picnic in Vigna" alle biciclettate.

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Il pienone di fine luglio e agosto nelle località immerse nella natura ha salvato in parte l’annata degli agriturismi veneti, partita con il lockdown di primavera che ha quasi azzerato le presenze fino a fine giugno. Grandi assenti sono stati gli stranieri, che hanno preferito restare nel loro Paese per timore di contagi o di essere sottoposti a quarantena, mentre c’è stato un buon recupero con il turismo di prossimità – veneti e lombardi soprattutto – e anche con la ripresa dei banchetti per i matrimoni e gli eventi all’aperto.

«Considerata la pandemia, ci aspettavamo una catastrofe. Basti solo dire che a fine giugno segnavamo in media l’80% in meno di presenze – sottolinea Leonardo Granata, presidente regionale di Agriturist, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura -. Grazie al recupero di agosto, prevediamo invece di chiudere il 2020 con una perdita di fatturato media attorno al 60%. Dati negativi, ma comunque migliori di quanto ci aspettavamo. I conti si faranno comunque a fine anno, perché ci auguriamo che non ci siano ritorni di fiamma del virus, come sta accadendo all’estero e in Italia a macchia di leopardo. Possiamo dire intanto che chi fa ristorazione ha lavorato di più degli altri e ha potuto recuperare anche con le cerimonie per matrimoni, anniversari e compleanni. La richiesta di distanziamento ha spinto a incrementare le attività all’esterno, dai picnic alle biciclettate alle passeggiate a cavallo. Gli agriturismi meno strutturati, o con solo alloggio, hanno sofferto di più, così come chi dispone di suite o mini appartamenti per lunghe permanenze di turisti stranieri. Prevedibilmente, se la pandemia non tornasse a manifestarsi con intensità, si potrebbe prevedere una consistente ripresa nel 2021 e quindi un ritorno alla piena attività nel 2022».

Più pessimistica la visione di Alessandro Tebaldi, presidente di Agriturist Verona, titolare dell’agriturismo Corte Attilea sul Mincio: «Per quanto mi riguarda, abbiamo lavorato un paio di settimane in agosto. Sono venuti turisti inglesi, tedeschi e olandesi, con molto timore ma alla fine soddisfatti. Per il resto calma piatta. In luglio ho fatturato il 10% dell’anno scorso, in agosto il 40%, in settembre siamo di nuovo in grande calo. Su base annua le perdite superano sicuramente il 60%. Gli anni scorsi avevamo molti ospiti in autunno, grazie a una clientela affezionata di israeliani che invece ora è in lockdown. Speriamo che ora qualcosa arrivi grazie al bonus vacanze, perché ci sarà la corsa per spenderlo. Poi vedremo come andrà il 2021. Dovremo lavorare molto sulla promozione e sull’organizzazione di eventi, perché manifestazioni come quella dei Picnic in vigna fanno conoscere le nostre aziende e i nostri prodotti».

Carlo Ederle, dell’agriturismo San Mattia, è riuscito a lavorare tra consegna di prodotti e pasti a domicilio e ristorazione: «Con il ristorante ho lavorato ai livelli dell’anno scorso, ma il problema vero è stato con gli alloggi. Troppa offerta e pochi turisti. Inoltre la mini stagione lirica non ha inciso sulle prenotazioni. Ho avuto un buon giro in luglio e agosto, meglio ancora in settembre, però abbiamo dovuto calare parecchio i prezzi, perché bastava che alzassimo di qualche euro per vedere bloccate le prenotazioni. Nelle ultime settimane abbiamo avuto parecchi tedeschi: probabilmente il timore di un nuovo lockdown li ha spinti a fare una vacanza mordi e fuggi in Italia. L’annata, se mettiamo pure nel conto la tromba d’aria che ha distrutto uva e olive, è da dimenticare. Speriamo in una ripresa nel 2021».