L’eleganza anche in vasca, la storia di Giorgia Biondani

Da poco rientrata dai campionati mondiali in Ungheria, abbiamo incontrato Giorgia Biondani, giovane promessa del nuoto scaligero e abbiamo parlato con lei di talento, dedizione e passione. E delle lezioni, che valgono per la vita, che lo sport ci insegna.

 

Dall’età di sei anni, complicI la zia e il primo fatidico e «troppo faticoso» corso di nuoto, Giorgia Biondani, 20 anni e oramai chissà quanti chilometri percorsi in vasca, trascorre le sue giornate tra le fila della Leosport Villafranca, la squadra in cui l’atleta ha debuttato da giovanissima.
Originaria di Sona, ma villafranchese di adozione, la nuotatrice specializzata nei 50 stile libero, è stata più volte, e fin dai suoi esordi, paragonata a Federica Pellegrini, per la grinta e il talento che dimostra in gara.
«Componenti che da sole non significano nulla – ci confessa Giorgia – perché per affrontare le gare e ancor più i risultati che a volte deludono servono impegno, disciplina e rispetto».
Valori che Giorgia ha imparato a vivere e a mettere in pratica, ogni giorno, grazie all’esercito «che mi ha permesso di fare del nuoto il mio lavoro»: impegnata quotidianamente dagli allenamenti in piscina, dal lunedì al sabato e quando serve anche la domenica, è in vasca che Giorgia è cresciuta, imparando il significato del rispetto, della lealtà e dello spirito di squadra.
«Quando sei impegnata in una staffetta, è importante credere in sé stessi ma non meno nei tuoi compagni di squadra, che talvolta devi anche motivare e incoraggiare. Allo stesso tempo, anche nelle gare individuali, è fondamentale saper rispettare i propri risultati, e quindi rispettarsi: non perdere la concentrazione in gara, e poi analizzare con lucidità le proprie prestazioni, saper riguardare con obiettività i video delle gare e poi… accettare i propri sbagli, che fanno parte della vita!».

Ad ascoltarla, viene proprio da pensare che sia anche questa maturità il motivo dei suoi successi. L’ultimo banco di prova? I campionati mondiali svoltisi in Ungheria dal 14 al 30 luglio, i primi in vasca lunga per Giorgia, ma non per questo affrontati con timore o agitazione: «mi ero allenata tanto, sapevo di essere pronta e di aver sbagliato poco. Ero sicura di me, quanto basta. L’accoglienza del pubblico ungherese poi, così caloroso e partecipe a incoraggiare tutti gli atleti in gara, ha fatto il resto». Ed eccola l’altra lezione d vita, che è importante in vasca come fuori: conoscere i propri punti di forza ed essere certi delle proprie capacità, ma solo quanto basta per non perdere di vista la realtà.
Dopo qualche giorno di meritato riposo, lo sguardo adesso è già rivolto ai prossimi europei di nuoto in vasca corta che si svolgeranno a Copenhagen dal 13 al 17 dicembre e che impegneranno la nuotatrice veroense da qui ai prossimi mesi: sono questi i tempi della dedizione, i ritmi lenti che si impara a rispettare da atleti. Aiutati, come nel caso di Giorgia e dei suoi giovanissimi compagni di squadra, anche dal resto del team: «una seconda famiglia in cui mi sento supportata, un ambiente che mi fa stare bene perché sono circondata da persone che mi fanno sorridere e mi aiutano a migliorare ogni giorno».
Quando ci stiamo per salutare e le chiediamo quale sia la cosa più importante che il nuoto le abbia insegnato, Giorgia i risponde così:
«che in gara non devi sperare che i tuoi avversari vadano peggio di te. Sei tu che devi allenarti per andare più forte».

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