La sostenibilità ha bisogno di una mano: la tua

Camilla Taddei, giovane veronese di Isola Rizza, grazie al suo progetto MANODAI è stata una delle 26 vincitrici del concorso “Youth in Action”, che ha premiato le  migliori idee ispirate agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030. La sua idea punta a realizzare la bottega delle botteghe in chiave moderna, per uno stile di vita ecosostenibile per tutti e ovunque.

Il progetto si chiama MANODAI, ed è molto più di un sito internet. È una casa virtuale, un hub che vuole promuovere, partendo dal mondo della moda, uno stile di vita sostenibile, in linea con gli Obiettivi tracciati dall’ONU nell’Agenda 2030. È questa l’idea che ha permesso a Camilla Taddei, giovane veronese di Isola Rizza, di vincere uno dei 26 stage retribuiti messi in palio dal concorso “Youth in Action”, organizzato da Fondazione Italiana Accenture, Fondazione ENI Enrico Mattei e Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, che lo scorso 5 giugno, a Milano, hanno conferito i premi finali. Un’iniziativa che ha coinvolto giovani under 30 con progetti relativi appunto alla sostenibilità e realizzabili all’interno di grandi aziende e realtà appartenenti al mondo del no profit.

Camilla Taddei

Camilla, oggi impegnata a Londra per un progetto sulla schiavitù della minoranza Harratine in Mauritania, ha così vinto uno stage presso il gruppo Cooperativo CGM, Consorzio Nazionale della Cooperazione Sociale Gino Mattarelli, un network di cooperative sociali italiane per l’assistenza e l’aiuto allo sviluppo. Un risultato importante, ottenuto dopo la laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e un master in Diritti Umani alla London School of Economics and Political Science.

Ma cos’è MANODAI, il progetto ideato assieme al co-creatore, il fratello Alberto? È la bottega delle botteghe in chiave moderna, un punto di incontro online che promuove uno stile di vita sostenibile, partendo in primo luogo dal mondo della moda. Al momento è chiaramente solo un progetto, ma a regime, una volta ultimato, dovrebbe comporsi di più elementi: uno spazio di e-commerce con merce ecosostenibile e consegne lente basate sulla consapevolezza del consumatore; webinars (seminario interattivo tenuto su internet) di vario tipo su tematiche annesse al cuore del progetto e sempre moderate da personale MANODAI; un portale informativo sullo stile di un blog in cui si illustrino argomenti legati alla moda e alla vita ecosostenibile; una sezione di video in cui i produttori si raccontano, raccontano la loro azienda e i loro prodotti in modo trasparente; un gruppo di discussione social dedicato che funzioni come un forum dove scambiarsi opinioni e interazioni; un aggiornamento periodico anche per chi non si collega al sito, con newsletter contenenti contenuti rilevanti sempre su questi temi.

 

Camilla, cosa l’ha spinta a dare vita a MANODAI?

Lo stile di vita ecosostenibile, e soprattutto la moda, non hanno una casa in Italia. Manca un punto di riferimento che colleghi produzione, consumo ed informazione. MANODAI nasce per fare da collante in questo vuoto. La moda è un punto di partenza, ma il concetto potrebbe estendersi a qualsiasi aspetto della vita sostenibile.

 

Un nome curioso, cosa rappresenta?

Due sono le letture di MANODAI: la prima è “Ma no, dai!”, e si riferisce al rifiuto del profitto ad ogni costo, della corsa alla produzione indiscriminata, del consumo senza freni. La seconda è “Mano dai”, e si riferisce proprio all’incontro di mani, di aiuti, di contatti, un modo per valorizzare e promuovere lo stile di vita sostenibile.

 

Qual è la missione del progetto?

Non vogliamo semplicemente fare da vetrina per vendere un prodotto, ma soprattutto informare, mettere in contatto, creare una comunità solida e attiva. Da un lato occorre fornire a tutti i mezzi per una vita ecosostenibile, e con mezzi intendo i prodotti e l’informazione. Dall’altro occorre creare un incontro digitale per tutti i produttori nel settore abbigliamento che fanno dell’ecosostenibilità il loro punto focale. MANODAI li aiuterebbe nel loro business sia in termini di ricavi che di visibilità e popolarità del brand.

 

Quanto è stato importante partecipare a “Youth in Action”?

Al di là del premio, che sicuramente ha dato molta soddisfazione, è stato un percorso stimolante, che ha permesso di mettermi in gioco e imparare molto. Mi ha dato la conferma che MANODAI è un progetto che merita di essere sviluppato, e se qualcuno fosse interessato ad aiutarci finanziariamente, o a mettere in campo le sue competenze per contribuire alla sua riuscita, siamo sicuramente aperti ad allargare la squadra.

 

Agenda 2030, in breve

La SDG, o Sustainable Development Goals, definita anche Agenda 2030, è un’insieme di obiettivi che l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha creato e promosso per l’orientamento sul medio termine di uno sviluppo sostenibile. Gli obiettivi, in vigore dal 2015 al 2030, sono 17 e sono stati approvati da 193 Paesi. Ciascuno di questi si identifica con l’acronimo SDG e il numero (da 1 a 17). Il progetto MANODAI si ispira all’SDG12, che recita: «Utilizzo responsabile delle risorse: garantire modelli di consumo e produzione sostenibili».

 

Youth in Action: i numeri

Il progetto Youth in Action ha premiato le 26 migliori idee progettuali capaci di favorire il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibili (SDG). Rispetto alla prima edizione 2017 le partecipazioni sono aumentate del 5%. Sono state 192 le idee progettuali partecipanti, 93 quelle ammesse alla fase di selezione e 51 quelle che hanno avuto accesso alla fase finale.

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