«Basta incidenti». Una classe del Fracastoro scrive a Sboarina

Il liceo Fracastoro di Verona

È una lettera accorata e preoccupata quella che hanno inviato gli studenti della classe IV DL del liceo Fracastoro di Verona al sindaco Federico Sboarina. Una richiesta di intervento che possa rendere le strade della città più sicure, soprattutto alla luce dei, troppo, numerosi incidenti capitati nelle ultime settimane. Al centro della questione il nervosismo e lo stress dei conducenti costretti, ogni mattina, a restare bloccati nel traffico cittadino e che, una volta usciti dalle mura di Verona, sfrecciano sulla strada incuranti di pedoni, ciclisti e motorini.

Sono anni di spensieratezza, caratterizzati da una fiducia nel mondo in cui, di fatto, non si è ancora entrati. Eppure i ragazzi della IV D del liceo linguistico Fracastoro di Verona, hanno dimostrato molta più maturità di quella che si richiede, di solito, a 17/18 anni scrivendo una lettera a cuore aperto al sindaco Federico Sboarina. Al centro della missiva, la sicurezza stradale.

Tutto sarebbe partito da una discussione nata proprio tra i banchi di scuola: troppi gli incidenti causati dagli stessi  cittadini che, stressati e irritati dal traffico quotidiano, sfrecciano per le arterie principali della città incuranti del pericolo che potrebbero correre pedoni, ciclisti e centauri. La memoria va subito alla recente tragedia che ha coinvolto Tommaso Dionisi a inizio marzo, quando il ragazzo che consegnava pizze a domicilio, è rimasto coinvolto in un incidente morendo dopo cinque giorni di coma. Ma la questione, a quanto pare, tocca più intimamente la classe del liceo veronese che ricorda come uno degli stessi studenti della scuola, Riccardo Hornbostel, sia rimasto ferito in uno scontro e si trovi ora ricoverato a Borgo Trento.

I dati riguardanti gli incidenti in città sono preoccupanti e gli studenti confessano al sindaco di essere preoccupati per la loro incolumità. Gli esempi portati dai ragazzi riguardano le chilometriche code che si formano ogni giorno in vie principali come via Mameli, via Unità d’Italia, ingorghi che rendono nervosi i conducenti e che contribuiscono a renderli dei veri e propri “pirati della strada”. Eppure le soluzioni, secondo i ragazzi, esistono e sono sotto il nostro naso: mezzi pubblici più efficienti, risanamento delle frequenti e profonde buche in mezzo alla strada, una campagna per ridurre il traffico automobilistico in città e una maggiore sensibilizzazione della popolazione sulle tematiche inerenti la sicurezza stradale. Ora la classe aspetta una risposta e la palla passa al sindaco di Verona.