Arriva da Verona il nuovo trattamento per anoressia e bulimia nei giovani

È nato a Verona il nuovo metodo per curare i giovani pazienti affetti da disturbi del comportamento alimentare, anche nei casi più gravi. Culla dello studio è stata la casa di cura Villa Garda dove il medico nutrizionista Riccardo Dalle Grave, insieme all’equipe dell’unità di Riabilitazione nutrizionale, in collaborazione con Christopher Fairburn, dirigente di un centro di ricerca sui disturbi alimentari ad Oxford, ha messo a punto un nuovo trattamento.  Al centro del nuovo processo di cura è il ragazzo, che viene aiutato per comprendere il proprio problema e partecipare attivamente alla propria guarigione. Il nuovo metodo andrà ad affiancare il tradizionale trattamento basato sulla famiglia, che negli anni, si è dimostrato poco efficace sui pazienti sopra i 13 anni.

È  un trattamento psicologico in cui il singolo individuo viene coinvolto in prima persona per riprendere il controllo della propria vita collaborando attivamente con il terapeuta.  È il nuovo sistema che è nato a Verona grazie a Riccardo Dalle Grave, responsabile della casa di cura Villa Garda, e alla sua equipe dell’unità di Riabilitazione nutrizionale che sembra aver trovato una terapia per curare i giovani anoressici e bulimici anche nei casi più gravi.

Lo studio, realizzato in collaborazione con Christopher Fairburn, che dirige un centro di ricerca sui disturbi alimentari ad Oxford, è stato inserito nel 2017 nei protocolli per la valutazione e il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare e stravolge i tradizionali sistemi di cura, tra cui il cosiddetto Trattamento basato sulla famiglia (Fbt). A differenza di quest’ultimo, infatti, i genitori non sono coinvolti nel processo di cura del giovane in primis perché ritiene i ragazzi incapaci di controllarsi autonomamente e, soprattutto, perché porta i genitori a usare un metodo coercitivo nei confronti dei figli, che così facendo restano soggetti passivi del trattamento.

La ricerca effettuato da Dalla Grave, medico nutrizionista e fondatore del centro Associazione disturbi alimentari di Verona, rivoluzionerebbe questo approccio nei confronti dei pazienti più giovani che presentano disturbi da più di tre anni. I soggetti, infatti, non vengono costretti a fare nulla e, anzi, vengono aiutati per capire il proprio problema e scegliere gli strumenti per superarlo. In particolare sono stati tre gli studi che hanno riportato risultati positivi con i due terzi dei ragazzi coinvolti sono andati in remissione e l’80 per cento di loro è tornato ad un peso normale entro l’anno.