“Fujin”: dal Meccatronico Veneto arriva il box auto che trasforma il vento in energia

Redazione

| 16/05/2025
Innovazione, sostenibilità, prototipazione avanzata e lavoro di squadra. Sono queste le parole chiave di Fujin, il progetto ideato e realizzato dagli studenti dell’ITS Meccatronico Veneto – sede di Padova.

L’ITS Meccatronico Veneto – sede di Padova partecipa al 5° Premio Innovazione-1° Premio Daily con il progetto “Fujin”.

Il Premio Innovazione 2025 è un’iniziativa organizzata da Associazione Verona Network con il patrocinio di Fondazione Cariverona, rivolta alle scuole superiori, agli ITS e scuole di formazione post diploma, con l’obiettivo di premiare i migliori progetti e iniziative nei settori startupinnovazione, tecnologia, sostenibilità, accessibilità, creatività e organizzazione, realizzati da classi o da gruppi di studenti del medesimo istituto.

Per sostenere il progetto dell’ITS Meccatronico Veneto – sede di Padova:

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ITS Meccatronico Veneto presenta: “Fujin”

Innovazione, sostenibilità, prototipazione avanzata e lavoro di squadra. Sono queste le parole chiave di Fujin, il progetto ideato e realizzato dagli studenti dell’ITS Meccatronico Veneto – sede di Padova, all’interno del modulo di team working coordinato dal docente Antonio Rubega. Si tratta di un box portatutto da tetto capace non solo di trasportare oggetti, ma di raccogliere energia eolica prodotta durante il viaggio, grazie a un ingegnoso sistema di ventole, dinamo e batterie.

Antonio Rubega, cosa rende particolare la formazione dell’ITS Meccatronico?
La nostra didattica è costruita per il mondo del lavoro: oltre il 70% dei docenti proviene direttamente dalle aziende, portando in aula non solo nozioni, ma competenze vere. I ragazzi imparano a lavorare in gruppo, a rispettare scadenze, a documentare ogni fase progettuale. E soprattutto, a realizzare soluzioni concrete, come Fujin.

Victor Albertin, raccontaci l’idea alla base del progetto.
Fujin nasce da una considerazione semplice: i box da tetto aumentano la resistenza aerodinamica delle auto, facendo consumare più carburante. Allora ci siamo chiesti: possiamo recuperare parte di quell’energia dispersa? Così è nato il nostro progetto, che prende il nome dal dio giapponese del vento. Fujin ha una galleria del vento interna: durante la marcia, l’aria viene incanalata all’interno del box, attiva delle ventole collegate a dinamo e produce energia elettrica, che viene immagazzinata in batterie al litio.

Michele Toma, a che punto siete con lo sviluppo?
Il progetto è nato quest’anno, ma siamo già a buon punto. Il prototipo funzionale sarà presentato il 18 giugno. Abbiamo realizzato una versione ridotta, ma completamente funzionante. La parte inferiore del box resta dedicata al carico, mentre quella superiore ospita l’intero sistema di recupero energetico, con tre dinamo, pacco batterie e circuiti di controllo.

Filippo Boccardi, quali tecnologie avete utilizzato?
Un mix molto ampio: modellazione CAD, stampa 3D, elettronica, programmazione. Le ventole le abbiamo disegnate e stampate noi, le componenti della galleria del vento le abbiamo ricavate da lastre in policarbonato recuperate da un’azienda partner. Tutto è stato montato e testato direttamente da noi nei laboratori della scuola, grazie al supporto dei docenti.

Simone Rampazzo, quali sono le possibili applicazioni future?
Le applicazioni sono tantissime. Oltre alle auto tradizionali, Fujin può essere montato su camper, camion o veicoli elettrici, per aumentare l’autonomia e avere energia disponibile durante le soste. Potrebbe alimentare piccoli dispositivi, luci, sistemi di ventilazione. È un progetto che guarda al futuro della mobilità sostenibile.

Antonio Rubega, come si passa dal prototipo all’industria?
Fin dal primo giorno chiediamo agli studenti di documentare il processo in modo professionale: disegni tecnici, analisi dei rischi, gestione energetica. L’idea è arrivare alla fine del biennio con un progetto pronto per essere ingegnerizzato e certificato. Grazie ai fondi PNRR, stiamo potenziando questo approccio. Fujin, per esempio, ha una documentazione completa che lo rende potenzialmente commercializzabile.

Victor, cosa sogni per il tuo futuro?
Vengo da un percorso informatico, ma la meccatronica mi ha conquistato. Ora spero di lavorare in un’azienda tecnica, magari proprio nel campo dell’energia o dell’automotive.

Michele, e tu?
Grazie all’ITS ho fatto il tirocinio in Piovan S.p.A., azienda che lavora con impianti per la plastica. A breve sarò assunto a tempo indeterminato. È la dimostrazione concreta dell’efficacia di questo percorso.

Filippo, quali prospettive hai?
Ho già ricevuto diverse offerte di lavoro. Voglio continuare a crescere, imparare e contribuire allo sviluppo di progetti sostenibili.

Simone, che obiettivi ti sei dato?
Ho seguito la meccatronica fin dalle superiori, e l’ITS mi ha aiutato a migliorarmi e specializzarmi. Sto facendo tirocinio in Coelme e ho già ricevuto una proposta per restare: sono molto soddisfatto.

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