Froncolati, Cna Veneto: «Clima di terrore ingiustificato»
Mirco Froncolati, presidente Cna Veneto della categoria ristorazione (titolare del ristorante Gimmi di Schio, e della Gimmi Banqueting e Events), delinea l’avvicinarsi di scenari critici per gli operatori del comparto. Il panico da Coronavirus rischia infatti, in poche settimane, di mettere a repentaglio l’intero anno lavorativo delle imprese venete della ristorazione e dell’accoglienza turistica.
«Mediamente i grandi ristoranti hanno perso dal 70 all’80% delle prenotazioni di questo periodo, e non solo nei comuni colpiti» afferma Froncolati. «A causa della psicosi, in buona parte alimentata dall’eccesso di informazioni inutilmente allarmistiche, la gente la sera non si muove di casa ed evita di uscire soprattutto nel fine settimana, quando la percezione del rischio è erroneamente più alta».
«Non è facile nemmeno per chi lavora con gli eventi» ribadisce il presidente Cna Veneto. «Piovono disdette per le aziende di catering che fanno servizio per i meeting aziendali, tutti rinviati a date da destinarsi. E si svuotano gli alberghi, i locali e le attività di vicinato che di solito tengono vive le nostre città, a causa della cancellazione di manifestazioni e spostamenti culturali o d’istruzione».
«Un mese “buco” non è un problema da poco, per chi ha dipendenti, tasse e uscite fisse che deve continuare a pagare» chiarisce Froncolati. «È come se un lavoratore immaginasse di restare un mese intero senza stipendio, avendo comunque l’affitto e le spese di casa: per molti una situazione del genere può rendere quasi impossibile restare a galla».
L’intera categoria si è mossa comunque immediatamente per garantire alla clientela la massima tranquillità. «Come CNA abbiamo invitato subito le imprese socie ad alzare ulteriormente i già altissimi standard di pulizia e igiene che contraddistinguono la stragrande maggioranza degli operatori di settore» dice Froncolati.
«Abbiamo soprattutto invitato i titolari ad adottare quei presidi sanitari che possano incidere sulla percezione della sicurezza più che sulla sicurezza stessa, che non è in discussione a prescindere da qualsiasi emergenza in atto» conclude Froncolati. «Comprendiamo bene che, alla luce di come è stata comunicata e interpretata l’epidemia, è difficile spingere le persone a tornare alla normalità invitandole a venire al ristorante, ma di fatto il messaggio che deve passare è proprio questo: adesso l’unico pericolo, per tutti, è la paura».
A Vicenza la task-force delle imprese in Camera di Commercio
Per fare il punto della situazione, Cna ha già contattato la Camera di Commercio di Vicenza con l’obiettivo di promuovere la costituzione di un tavolo di lavoro, partecipato da tutte le categorie economiche interessate, per coordinare le iniziative da attivare a breve. Obiettivo, elaborare un piano condiviso, con cui aiutare le imprese del settore a ripartire dopo l’emergenza.
«Non andremo per chiedere, ma per proporre» ribadisce Froncolati. «Vogliamo in primis riportare le persone alla normalità. Dopo il clima di terrore generato dal bombardamento mediatico incontrollato, e spesso con messaggi ingiustificatamente sopra le righe, vogliamo invitare tutti ad abbassare i toni».
«Dobbiamo tornare a incoraggiare la gente a uscire di casa, ripopolando locali, ristoranti e luoghi di ritrovo» conclude Froncolati. «In cantiere stiamo valutando l’ipotesi di avviare attività promozionali mirate con il ritorno della bella stagione, proprio per aiutare le imprese e i clienti a voltare pagina e lasciarsi al più presto tutto questo alle spalle».
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