Fragole, scatta l’allarme di Confagricoltura e Cia
Annata deludente per le fragole della provincia di Verona. L’andamento climatico altalenante non sta favorendo il settore, che a metà della raccolta registra un bilancio non soddisfacente. E come sempre la concorrenza spagnola ha inciso fortemente sui prezzi.
Dati non positivi arrivano sia da Confagricoltura Verona che da Cia Verona per quanto riguarda l’andamento della produzione delle fragole veronesi. Non si vede, al momento, la fine della crisi che attanaglia il settore da alcuni anni.
«Il mercato non sta andando bene – spiega Francesca Aldegheri, appena nominata presidente dei frutticoltori di Confagricoltura –. Siamo partiti con prezzi di 1,2 euro al chilo a fronte di 1,5 euro di costi di produzione. Si riuscirà ad archiviare l’annata in pari solo se i quantitativi saranno buoni, altrimenti i bilanci chiuderanno in perdita».
Non aiuta il meteo altalenante delle ultime settimane, che influenza fortemente la produzione e, al contempo, la qualità del prodotto.
«La produzione è in forte rallentamento a causa del freddo – conferma Marta Turolla, direttore di Cia agricoltori italiani Verona –. Una situazione climatica che aggrava il momento poco felice per il comparto. I prezzi sono medi e restano lontani dal riuscire a pagare i costi di produzione, che sono sempre maggiori. Basti pensare che il gas per refrigerare le celle è passato da un costo di 20 euro al litro a 120 euro al litro. I conti parlano da soli: per coltivare un ettaro di fragole, compreso il costo della manodopera, oggi servono circa 44.000 euro . Il mercato paga il prodotto, nei momenti migliori, 2,2 euro al chilogrammo. Quindi, anche producendo fragole di altissima qualità con quantità minori, circa 150 quintali a ettaro, al massimo oggi si può sperare di introitare 33.000 euro».
La strada da imboccare, se si vuole rivitalizzare il settore, è chiara: bisogna fare un prodotto di qualità e, attraverso il riconoscimento della certificazione, valorizzare il prezzo di vendita.
«Ora – conclude la Aldegheri – si guarda alla raccolta delle ciliegie, che nelle zone di pianura inizierà tra qualche giorno con le varietà precoci. Anche le ciliegie hanno risentito del meteo, in particolare della grandinata che ha segnato i frutti. Hanno però una buona capacità di ripresa: se colpite quando non sono ancora mature, riescono a riprendersi dalle botte perché la polpa riassorbe i colpi. I quantitativi sono un po’ inferiori rispetto all’anno scorso, ma se la qualità e i prezzi fossero buoni potremmo portare a casa un bilancio positivo. Speriamo solo che si sistemi il tempo, perché questo non è il clima migliore per una maturazione ottimale».
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