Fragole, produzione di qualità e prezzi soddisfacenti
Nel Veronese (tra Raldon, San Giovanni Lupatoto e Buttapietra) la raccolta delle fragole si avvia verso la fine e l’annata si prospetta complessivamente buona. La produzione è stata di buona qualità e i prezzi soddisfacenti. «All’aperto c’è stato poco prodotto, ma per i frutti in coltura protetta siamo soddisfatti, anche perché non ci sono stati neppure grossi problemi fitosanitari – sottolinea Andrea Lavagnoli, presidente di Cia – Agricoltori Italiani Verona -. Il mercato ha recepito bene il prodotto scaligero per due motivi: c’è stato meno prodotto dal Sud Italia, a causa delle bizze climatiche, e anche meno prodotto spagnolo. Inoltre l’emergenza Covid ha indotto i consumatori a preferire il prodotto italiano, che è di qualità superiore».
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«Per il futuro dovremo cercare di non perdere questo rapporto preferenziale con la clientela, cercando di migliorare costantemente le performance produttive. Per quanto riguarda i prezzi, il prodotto biologico all’ingrosso viene pagato dal 30 al 40 per cento in più rispetto al prodotto convenzionale, che rimane ancora il più conveniente per l’agricoltore in quanto la produzione arriva a 250 quintali per ettaro contro i 130-150 del bio. Sul fronte manodopera fino a quindici giorni fa abbiamo avuto parecchi lavoratori italiani, provenienti da settori bloccati dall’emergenza pandemica come bar e ristoranti, che però ora, con la riapertura dell’Horeca, sono tornati alle loro occupazioni abituali. Torna necessario, dunque, individuare strumenti snelli per assumere manodopera per i lavori stagionali, com’erano una volta i voucher».
Il freddo ha dato una mano alle fragole, che quest’anno sono di ottima qualità sia per pezzatura, colorazione e consistenza. E anche per quanto riguarda i prezzi la stagione, che nel Veronese si chiuderà nei prossimi giorni, si può definire soddisfacente.
Damiano Valerio, sezione frutticoltori di Confagricoltura Verona e vicepresidente dell’Associazione fragolicoltori della pianura veronese

«All’inizio il caldo ha favorito la maturazione dei frutti e la domanda sul mercato è stata subito forte – spiega Damiano Valerio, con azienda a Raldon, della sezione frutticoltori di Confagricoltura Verona e vicepresidente dell’Associazione fragolicoltori della pianura veronese, che conta una quarantina di aziende associate -. Poi il meteo ci ha aiutato ancora in aprile e maggio, con temperature fresche di notte, che hanno favorito una maturazione equilibrata e graduale delle fragole. Fortunatamente per questo frutto non ci sono stati danni da gelate e anche l’iniziale carenza di produzione, dovuta alle basse temperature che hanno ritardato la raccolta, è stata recuperata in seguito. I frutti sono grandi e dolci, le varietà richieste sono la Clery, molto apprezzata dai Paesi nordici, la saporita Sibilla e l’Anthea. Siamo alle battute finali, a parte le aziende che hanno varietà rifiorenti come l’Elsanta, che andranno avanti fino a fine giugno. Possiamo stimare un aumento dei prezzi del 10% rispetto all’anno scorso e un’ottima richiesta dai Paesi del Nord, specie dalla Germania, che a causa del gelo ha perso il 70% del prodotto nazionale. Quest’anno siamo stati avvantaggiati anche dai problemi meteo della Spagna, che ha prodotto meno fragole rispetto ai suoi standard».
Anche sul fronte manodopera le iniziali preoccupazioni dovute all’emergenza Covid e all’obbligo di quarantena per i lavoratori stranieri sono state superate. «Nessun problema per le squadre di braccianti dei Paesi dell’Est – chiarisce Valerio -, anche perché molti lavoratori, per il timore di blocchi, erano rimasti in Italia. Altri hanno fatto la quarantena di cinque giorni, come previsto dal decreto Draghi, e perciò non abbiamo avuto intoppi».
In Veneto sono 246 gli ettari coltivati a fragole (dati 2020 elaborati da Cso Italy) su 3.646 totali in Italia, di cui l’80 per cento in provincia di Verona. Le superfici maggiori sono in regioni del Sud come Campania, Basilicata e Sicilia. Il Veneto è la prima regione del Nord per produzione.
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