Forum Euroasiatico, «Cooperazione internazionale è fondamentale»

Il professore ha ringraziato tutti coloro che, a diverso titolo, hanno reso possibile “il miracolo” di ritrovarsi alla manifestazione, nonostante la recrudescenza della pandemia. Fallico ha denunciato «l’arrogante ignoranza dei negazionisti totali o parziali e l’irresponsabilità di coloro che non rispettano le misure imposte dalle autorità. Ma non dobbiamo essere preda del panico. Occorre reagire…

Il professore ha ringraziato tutti coloro che, a diverso titolo, hanno reso possibile “il miracolo” di ritrovarsi alla manifestazione, nonostante la recrudescenza della pandemia. Fallico ha denunciato «l’arrogante ignoranza dei negazionisti totali o parziali e l’irresponsabilità di coloro che non rispettano le misure imposte dalle autorità. Ma non dobbiamo essere preda del panico. Occorre reagire con lucido realismo e buonsenso – ha sottolineato – il virus deve essere controllato e debellato».

Il professore ha ricordato che il vaccino anti-Covid Sputnik V, registrato l’11 agosto al Ministero della Salute, potrebbe essere disponibile al pubblico in Russia e in altri Paesi tra fine ottobre e inizio novembre. Un secondo vaccino russo denominato EpiVacCorona, registrato il 14 ottobre, è stato messo in produzione per 60 mila dosi e un terzo vaccino è in fase di sviluppo.

«Non possiamo sconfiggere la pandemia sanitaria rischiando la pandemia economica – ha continuato -. Le attività scolastiche, culturali, imprenditoriali ed economiche non possono essere inibite se non vogliamo provocare una catastrofe sociale globale».

Sulla pandemia, il Presidente di Banca Intesa Russia e dell’Associazione Conoscere Eurasia, ha detto: «È legata all’interferenza umana sull’integrità dell’habitat ed è amplificata dal modo di vivere e spostarsi dell’uomo contemporaneo». La crisi finanziaria ed economica strutturale internazionale che ne è derivata si dimostra più devastante delle due grandi crisi precedenti, del 1929 e del 2008 e riguarda tutte le economie del mondo e tutti i settori ed evolve in tempi brevissimi.

«Non è più praticabile uno sviluppo economico senza ripensare radicalmente al modo in cui produciamo e consumiamo», ha chiosato Fallico. La ricostruzione economica sarà l’occasione per realizzare trasformazioni che sembravano ieri inconcepibili e a tal proposito il professore ha invocato “l’unione e l’impegno dei Paesi che permisero di sconfiggere il nazifascismo”, in grado, insieme, di dare grande vigore al business e allo sviluppo economico sociale dimensionandolo alla centralità dell’uomo.

«Dobbiamo continuare a incontrarci», è la raccomandazione di Romano Prodi, presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli, già Premier Italiano dal 1996 al 1998 e dal 2006 al 2008, intervenuto in streaming ai lavori di apertura del Forum Economico Euroasiatico di Verona.

«Sono preoccupato. Sembra che la politica mondiale ci metta del suo per aggravare la situazione». Secondo l’ex primo ministro italiano “ci vorrebbe un nuovo dialogo politico ma non vedo prospettive, sono preoccupato anche perché in tempi molto più difficili si era sempre riusciti a distinguere politica ed economia. Oggi vedo nuove tensioni, penso ai rapporti con la Libia mentre l’Europa è passiva. Stiamo perdendo l’occasione chiamata “Via della seta” proposta dalla Cina: c’è poco».

«Avremmo bisogno di maggiore collaborazione tra Stati per affrontare il pericolo del terrorismo islamico e per trovare equilibrio tra le grandi potenze», è stato il monito di Prodi. «L’Europa non sarà mai un impero. Sembra che Usa e Russia facciano a gara per dividere il continente. Non fermiamoci alle tensioni, c’è bisogno di relazioni intermedie per la pace e lo sviluppo».

«Con la pandemia – ha concluso Prodi – ci sarà una correzione del commercio internazionale, con maggiori flussi all’interno dei tre grandi gruppi economici Usa, Europa e Cina. È l’effetto mascherina, nessuno può rinunciare alle cose fondamentali. Stiamo attenti che questo non comporti un ulteriore muro tra Europa e Russia».

Un grande riconoscimento alla politica economica cinese è arrivato dal palco del XIII Forum Economico Euroasiatico di Verona dal Presidente e Amministratore Delegato della compagnia petrolifera Rosneft, Igor Sechin.

«L’economia mondiale – ha detto il manager russo parlando del futuro dell’industria petrolifera – sta vivendo una turbolenza eccezionale senza precedenti. Il ripristino degli ordini di petrolio potrebbe arrivare nel 2021».

«La Cina avrà un ruolo fondamentale: questo Paese, per la gestione delle situazioni strategiche, merita un voto molto alto perché si sta riprendendo velocemente rispetto a tutti gli altri. Quest’anno avrà una crescita del 2% che raggiungerà l’8% nel 2021. Nelle ultime settimane Pechino ha aumentato le riserve di petrolio proprio nel momento del calo della domanda globale».

Per Sechin «sarebbe giusto fare tesoro dell’esperienza cinese nella lotta alla pandemia piuttosto che criticarla, sarebbe molto più razionale unificare gli sforzi per combattere le sfide che abbiamo di fronte sia nel settore energetico che sanitario”.

Sul versante delle fonti rinnovabili, Sechin ha affermato che «i contrasti attuali sull’emissione di gas serra sono risolvibili attraverso una maggiore accessibilità delle fonti stesse e la limitazione delle fonti tradizionali. Vanno considerati altri problemi: per esempio, negli ultimi anni, le sanzioni da parte degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, che limitano il mercato, hanno raggiunto livelli elevati».

«La pandemia ha dimostrato l’instabilità e la fragilità dell’economia mondiale – ha aggiunto Sechin – favorendo lo sviluppo delle economie locali e il conseguente isolamento che, coniugato alle barriere commerciali nel settore energetico, ha conseguenze catastrofiche sia per i produttori che per i consumatori. L’interazione è la soluzione per la sicurezza economica e non potrà che crescere».

Per l’alto dirigente russo «indipendentemente dalla modifica dei modelli comportamentali il mondo avrà bisogno di più energia ma da sola l’energia rinnovabile non potrà coprire la domanda».

Sechin esprime cifre che fanno riflettere: «Per raggiungere l’obiettivo delle emissioni zero nei prossimi dieci anni si dovrebbero investire oltre 28 trilioni di dollari; per rinunciare totalmente ai combustibili fossili ci vorrebbero oltre 50 trilioni di dollari. Ma quali sono i Paesi che si possono permettere le energie rinnovabili?

Romano Prodi è intervenuto nel dibattito ponendo un ulteriore dubbio, non sapendo «se sia interesse della Russia avere una Cina molto forte. Il rapporto privilegiato della politica tra Russia e Cina sta andando avanti velocemente ma è dovuto alla scelta americana di spingere questa alleanza». 

«L’Europa – ha concluso Prodi – in questo teatro, essendo divisa, non fa valere la sua forza pur rimanendo ancora ai primi posti nella produzione industriale e nell’export. Finchè siamo divisi nella politica estera lasceremo fare sempre agli altri».

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