Fondazione Bracco, Bernini: «C’è un gap di conoscenza del settore»

In occasione del nuovo numero di Verona Economia, abbiamo intervistata Gaela Bernini, segretario generale di Fondazione Bracco, per fare il punto in merito alle fondazioni d'impresa e al loro impatto sullo sviluppo economico nazionale.

In occasione del nuovo numero di Verona Economia abbiamo intervistato Gaela Bernini, segretaria generale della Fondazione Bracco. Nel 2019 la fondazione ha condotto uno studio, in collaborazione con Fondazione Sodalitas. Ai nostri microfoni la dott.ssa Bernini ha fatto il punto sulla sua fondazione e sull’impatto che esse possono avere sul territorio.

Una panoramica sulla vostra realtà. Chi siete e di cosa vi occupate?

Fondazione Bracco è la corporate foundation del Gruppo Bracco, un gruppo internazionale attivo nelle scienze della vita. La fondazione è di proprietà di una famiglia italiana che opera in tutto il mondo e potrebbe essere definito parte del mondo delle multinazionali tascabili. La fondazione nasce dieci anni fa e ha una mission molto chiara: creare e diffondere espressioni della cultura, dell’arte e della scienza quali mezzi per migliorare la qualità della vita e la coesione sociale. La nostra attenzione è dedicata principalmente alla sfera femminile e giovanile. Un’altra caratteristica del nostro impegno è la multidisciplinarietà degli ambiti: noi cerchiamo di realizzare dei progetti concreti, con un impatto duraturo nei quali riescano a coesistere più sfere del sapere: questo è come operiamo.

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Cosa sono le fondazioni d’impresa?

Le fondazioni d’impresa sono poco conosciute in Italia. C’è una perdurante mancanza di dati su questo tema, perché purtroppo la stessa Istat quando fa le rilevazioni sul Terzo settore non ha una chiara panoramica sulla distinzione tra fondazioni bancarie, fondazioni d’impresa e le fondazioni private. Tutte sono distinte tra loro, sia come mission, che come fondi e come modus operandi. Questo gap di conoscenza gioca a detrimento di tutto un comparto che è ancora troppo poco conosciuto in Italia. Per questo Fondazione Bracco, che si dota di un metodo basato sulle evidenze (evidence based), ha voluto realizzare nel tempo diverse ricerche per colmare questo gap conoscitivo. Abbiamo realizzato una fotografia delle fondazioni di impresa e come lavorano in Italia e, nel 2015, una ricerca sull’impegno delle fondazioni d’impresa verso i giovani e il mondo giovanile. Lo studio e la ricerca sono essenziali per identificare le priorità del proprio lavoro per individuare i migliori strumenti da utilizzare per ottenere un impatto rilevante dei propri progetti, e questo impatto è fondamentale che venga misurato nel tempo. Qui entriamo nel tema della misurazione, così importante per le fondazioni e la loro rendicontazione sia verso l’azienda che le ha fondate e le sostiene sia verso i propri stakeholders. Per questo Fondazione Bracco realizza un bilancio sociale nei quali vengono raccontati i progetti e l’impatto generato.

Qual è al giorno d’oggi, il valore che una fondazione può apportare al territorio?

Le fondazioni oggi hanno un ruolo molto importante nel panorama nazionale, perché sono in grado di svolgere quello che viene chiamato welfare complementare. Di fronte a un welfare pubblico, quindi uno Stato che interviene sulla soddisfazione di bisogni importanti, identificati nel tempo e stabili, è necessaria una certa rigidità nell’offerta. Cosa che le fondazioni di impresa non hanno. Queste ultime sono in grado di identificare e soddisfare dei bisogni che sono di categorie minori o più piccole o che non vengono identificate dal welfare pubblico, e quindi trovare la soddisfazione o degli strumenti per rispondere alle esigenze di bisogni mutevoli nel tempo che variano e a volte non vengono identificati dalla grande azione statale. Fondamentale nei territori, fondamentale perché ci sia una crescita più equa e diffusa possibile. Quindi, le fondazioni d’impresa sono importanti per i territori, per promuovere lo sviluppo dei territori, si adoperano per la crescita del benessere dei cittadini e hanno una funzione rilevante per la coesione delle comunità che abitano i territori. Purtroppo ci sono anche dei limiti, come il divario tra Nord e Sud. Molte fondazioni d’impresa hanno sede nel nord, meno nel centro e poche al sud. In conclusione, le fondazioni d’impresa devono lavorare in rete per accrescere la scala dei loro interventi. La capacità di collaborare e fare rete è fondamentale, per uno scambio di competenze e per il beneficio di accrescere l’impatto del proprio operato.

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